Nel giro di pochi giorni, ai vertici di ATM Trapani si consuma un doppio passo indietro che apre interrogativi sul futuro della società partecipata del Comune.
Dopo le dimissioni del presidente Francesco Murana, annunciate nei giorni scorsi, anche la vicepresidente Laura Montanti ha rassegnato il proprio incarico.
Una successione di addii che, di fatto, priva l'azienda di due delle tre figure apicali del Consiglio di amministrazione e lascia aperta una delicata fase di transizione.
Per Murana le motivazioni sono state rese pubbliche dallo stesso ormai ex presidente, che ha parlato di ragioni personali e di salute, sottolineando di lasciare "un'azienda in salute", con il bilancio chiuso in utile e il piano industriale già predisposto per l'approvazione.
Ha inoltre escluso qualsiasi contrasto con il socio unico, il Comune di Trapani, ribadendo di non essere più nelle condizioni di garantire la presenza quotidiana richiesta dal ruolo.
Diversa la situazione per Laura Montanti. Le sue dimissioni sono, attualmente, senza una comunicazione ufficiale sulle ragioni della scelta. L'uscita di scena della vicepresidente, a così breve distanza da quella del presidente, alimenta inevitabilmente interrogativi sulla stabilità della governance della partecipata.
La circostanza appare ancora più significativa se si considera che appena due settimane fa lo stesso CdA aveva rivendicato il raggiungimento dello storico accordo sul contratto di secondo livello per i lavoratori, presentandolo come l'inizio di una nuova fase di stabilità nei rapporti sindacali e organizzativi dell'azienda.
Murana, Montanti e il consigliere Massimo Valenti avevano espresso soddisfazione per l'intesa, definendola un passaggio strategico proprio mentre Trapani si prepara alla riorganizzazione della mobilità urbana e all'entrata a regime del Bus Rapid Transit (BRT).
ATM rappresenta una delle partecipate più importanti dell'amministrazione comunale.
Oltre alla gestione del trasporto pubblico locale, l'azienda è chiamata a sostenere le trasformazioni della mobilità cittadina legate al BRT, ai nuovi assetti della sosta e all'incremento dell'utilizzo del trasporto pubblico. Proprio per questo, un vuoto ai vertici rischia di avere inevitabili riflessi sul piano organizzativo e sulle prossime decisioni strategiche.
Adesso spetterà al Comune di Trapani ricostituire rapidamente il Consiglio di amministrazione e garantire la continuità gestionale della società. Resta però un dato politico e amministrativo difficile da ignorare: quando presidente e vicepresidente lasciano quasi contemporaneamente una partecipata strategica, la spiegazione delle sole motivazioni personali, pur legittima, non basta a dissipare tutti gli interrogativi.
La priorità, adesso, sarà restituire stabilità a un'azienda chiamata a gestire uno dei servizi pubblici più delicati della città.