Roberto Scarpinato e Teresa Principato vanno in pensione
Nel giorno del settantesimo compleanno va in pensione Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo e uno dei più importanti magistrati antimafia della storia italiana. Il ritiro arriva al termine di una carriera lunga 42 anni: da sostituto procuratore si è occupato – tra l’altro – delle indagini sugli omicidi di Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Giuseppe Reina e Michele Reina, nonché del processo per associazione mafiosa a carico di Giulio Andreotti. Nel 1989 entra a far parte del pool antimafia insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: dopo la strage di via D’Amelio fu il promotore della rivolta di otto pm contro il procuratore capo Piero Giammanco, accusato di aver favorito l’isolamento di Falcone. Da procuratore aggiunto si è occupato per anni dei rapporti tra mafia ed economia e dell’indagine sulla Trattativa Stato-mafia negli anni delle stragi: poi la nomina a procuratore generale di Caltanissetta (dove ha promosso la revisione del processo per i condannati innocenti per l’omicidio Borsellino) fino alla nomina a procuratore generale del capoluogo nel 2013.
Insieme a lui va in pensione Teresa Principato, anche lei ex procuratrice aggiunta di Palermo – autrice di importanti indagini, da quelle su cosa nostra nell’agrigentino a quelle sulla latitanza di Bernardo Provenzano e di Matteo Messina Denaro – e attuale sostituta della Direzione nazionale antimafia (Dna). Mercoledì il consigliere Csm Nino Di Matteo ha chiesto la parola durante la seduta del plenum “per ricordare due colleghi che hanno rappresentato e rappresentano la storia della migliore magistratura italiana degli ultimi decenni. Soprattutto, a partire da quel terribile 1992, che entrambi vissero a fianco di Paolo Borsellino, svolgendo le funzioni di sostituti procuratori”. Scarpinato, ha detto, “ha rappresentato e continuerà a rappresentare un esempio e un riferimento insostituibile, per la lucidità delle sue analisi, per la capacità di cogliere gli aspetti più occulti dei sistemi criminali, per la visione alta e sempre orientata alla effettiva applicazione dei principi costituzionali”.
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