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29/01/2022 06:30:00

Caso Denise. Respinta richiesta di proscioglimento per l'ex Pm Angioni

Il giudice monocratico di Marsala ha respinto la richiesta di proscioglimento dell'ex pm Maria Angioni, sotto processo per false informazioni al pubblico ministero.

Alla terza udienza, sembrava già a un passo dal concludersi il processo che in Tribunale, a Marsala, vede imputata il giudice Maria Angioni per false informazioni al pm nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro di Denise Pipitone. Dopo le dichiarazioni spontanee dell’imputata, infatti, il pm Roberto Piscitello, che sostiene l’accusa insieme alla collega Giuliana Rana, ha immediatamente chiesto il proscioglimento della Angioni. “L’imputata – ha detto il pm – ha raggiunto lo stesso risultato che avrebbe voluto raggiungere il pm chiedendo di ascoltarla subito. I tre fatti contestati all’imputato sono stati sostanzialmente ritrattati. E non è questa la sede in cui accertare cosa sia accaduto nel novembre 2004”. Per ragioni diverse ha chiesto il proscioglimento anche la difesa (avvocati Stefano e Andrea Pellegrino). Ma il giudice Giuseppina Montericcio, quando ormai tutti si attendevano un epilogo che orma sembrava scontato, dopo una breve camera di consiglio, ha rigettato la duplice richiesta di proscioglimento del magistrato che lo scorso maggio, ascoltata in Procura, ha parlato di “depistaggi” nell’inchiesta Denise. “Non si tratta di ritrattazione – ha affermato il giudice Montericcio – non c’è stata smentita. Il processo va avanti”.

Il giudice ha, poi, ammesso alcuni dei testi citati dalla difesa. E cioè l’ex procuratore della repubblica di Marsala Antonino Silvio Sciuto, l’ex sostituto Luigi Boccia, che insieme alla Angioni furono tra i primi a indagare sulla scomparsa della bambina, scomparsa a Mazara l’1 settembre 2004, gli allora consulenti della Procura marsalese Luigi Simonetto, Paolo Agate e Gioacchino Genchi, l’allora dirigente del commissariato di polizia di Mazara, Antonio Sfamemi, e l’allora fidanzata (poi moglie) Stefania Letterato, che era amica, o comunque buona conoscente, di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, processata e assolta per concorso nel sequestro, due marescialli dei carabinieri, Lombardo e Di Girolamo, Piera Maggio e Giovanni Caravelli, direttore dei servizi segreti (Aise) e il giornalista Angelo Maria Perrino, direttore di “Affaritaliani”. Il giudice Montericcio non ha, invece, ammesso, perché presentata fuori tempo massimo, una seconda lista presentata dalla difesa, nella quale figurava anche il nome dell’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta. Quest’ultimo, ha spiegato la Angioni, “ai primi del 2005 era presente a Palazzo Chigi, mi ha riferito l’avvocato Giacomo Frazzitta, quando Piera Maggio, in qualità di parte offesa, e il suo legale furono convocati per chiedere loro ‘spiegazioni’ sui ‘problemi’ tra la Procura di Marsala e la polizia”.

I magistrati, infatti, avendo indagato su alcuni poliziotti del commissariato di Mazara, poi condannati, e sulla base di alcune intercettazioni non si fidavano della polizia e affidarono le indagini sul sequestro Denise alla sezione di pg dei carabinieri della Procura. All’incontro romano sarebbe stato presente anche l’allora capo dello Sco, Carluccio. La prossima udienza del processo alla Angioni sarà il 14 febbraio. Tra i testi citati per quella data il pm Luigi Boccia. Fuori dall’aula, Maria Angioni ha dichiarato: “Non ho ritrattato. Con la decisione della giudice Montericcio di non accogliere la richiesta di proscioglimento ho ottenuto il mio obiettivo, che è quello di perseguire la verità nel caso Denise, per il quale, di recente, credo di aver fornito importanti spunti investigativi, come quello dell’acquisto di sim telefoniche da un negozio di Terni, del quale non figura indirizzo e partita Iva, utilizzate l’1 settembre 2004 da persone, una anche molto importante, che potrebbero avere avuto un ruolo nel sequestro della bambina. E il tracciato di una queste sim, il giorno della scomparsa, è compatibile con la zona del sequestro e le vie di fuga”.