Due anni di Covid, com'è cambiata la vita dei siciliani
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Due anni di Covid, due anni in cui la nostra vita è finita in un tunnel dal quale aspettiamo di uscire. Due anni fa, con i primi casi di Coronavirus non ci aspettavamo che le nostre vite fossero cambiate in maniera così radicale.
Era il 30 gennaio 2020 quando in Italia venivano ricoverati i primi positivi al Covid19, la coppia di Wuhan, arrivata dalla Cina, ricoverata allo Spallanzani di Roma. Da quel giorno nulla sarà come prima, anche in Sicilia, anche in provincia di Trapani.
Il lockdown - Recepivamo con stupore le notizie che arrivavano dalla Cina, di questo virus sconosciuto che faceva strage, e che ha costretto un intero Paese a chiudersi. Si diceva che non sarebbe mai arrivato in Italia. Ma era troppo tardi. I due coniugi cinesi in vacanza in Italia vengono ricoverati allo Spallanzani il 30 gennaio. Poi c’è il paziente uno di Lodi. Le cittadine lombarde sono colpite per prima e testano cos’è il Covid a fine febbraio. Il lockdown nelle cittadine, poi in tutta la Lombardia. Poi si decide, tutta l’Italia deve andare in lockdown. Ci sono le corse, di notte, per prendere il primo treno per tornare giù in Sicilia. Ma anche qui si chiude tutto. La prima ondata, quella del lockdown, in Sicilia e in provincia di Trapani non farà molti casi. Il primo positivo in provincia di Trapani viene registrato nei primi giorni di Marzo, a Marsala, un docente in pensione tornato dalla Lombardia. Il virus colpisce forte, la sanità non è preparata nel fronteggiare questa terribile polmonite che si diffonde con facilità. Le città sono deserte, le feste religiose di Pasqua le passiamo in casa. Diventiamo panettieri e pizzaioli. Possiamo uscire solo se autorizzati, solo con l’autocertificazione. E’ caccia nel frattempo a mascherine e igienizzanti, che rispetto ad oggi costavano l’ira di Dio. Le scuole chiudono, i ragazzi scoprono la didattica a distanza. Chiudono negozi, ristoranti, pizzerie, bar.
La prima estate del Covid - La primavera passa, i contagi diminuiscono, la bella stagione arriva, e per noi siciliani tutto sembra finito. Riscopriamo la socialità, le feste, il turismo. Gli ospedali si svuotano in tutta Italia. E’ finito tutto. Era solo un incubo passeggero. Invece no.
La seconda ondata - Subito dopo l’estate 2020 arriva la seconda ondata, e sarà poi un autunno e un inverno durissimo. Il Covid questa volta colpisce tutta l’Italia, da Nord a Sud. Gli ospedali tornano a riempirsi, scattano nuove misure. Bar, ristoranti, pizzerie, chiudono. Arriva il coprifuoco, non si può uscire dopo le 22. Nonostante gli sforzi le scuole in presenza durano pochi giorni, si torna in Dad, per i ragazzi torna l’incubo. Ma la scienza lavora, il vaccino è quasi pronto.

Totale Sicilia da inizio pandemia al 1° Febbraio 2022
La speranza nel vaccino - A cavallo tra il 2020 e il 2021 arrivano le prime somministrazioni del vaccino anti-Covid. E’ una conquista della scienza. Pfizer, AstraZeneca, Moderna, Jansen. Impariamo a conoscere i nomi dei vaccini. Cominciano gli anziani, le persone fragili e il personale sanitario. Aprono gli hub vaccinali, posti in cui avviare la vaccinazione di massa. La speranza è che il vaccino possa debellare il virus. I risultati si vedono, nonostante le varianti che insorgono, il vaccino funziona, riduce la forma grave della malattia. La Sicilia però è tra le regioni meno vaccinate d’Italia, la più scettica, nonostante si stia avvicinando l’estate e c’è bisogno di aprire al turismo.
Nuovi posti letto, lo scandalo padiglione di Marsala - In tutta la Sicilia, con i fondi Covid, si pensa di creare nuovi posti letto, di ampliare reparti, di fronteggiare con nuovi medici e nuove strutture il ritorno del Covid. A Marsala a fine 2020 va in scena la farsa del padiglione Covid. Viene annunciato dal sindaco Grillo, dal commissario dell’Asp e dall’assessore regionale Ruggero Razza, che si realizzerà un padiglione per le malattie infettive da oltre 100 posti letto. Ma i lavori inaugurati sono una messinscena, ancora non c’è progetto, e si scoprirà che si farà solo un piano, con 16 posti letto e non sarà pronto prima di un anno.
Lo scandalo dei dati falsi Covid - In piena campagna vaccinale arriva lo scandalo dei dati falsi Covid in Sicilia. Un’inchiesta che svela come sarebbero stati falsificati i dati relativi ai contagi per evitare la zona rossa alla Sicilia che stava registrando un aumento dei contagi e dei ricoveri. Tra gli indagati c’è anche l’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, che avrebbe dato disposizione di “spalmare i morti” in più giorni per evitare le restrizioni della zona rossa.
Il green pass - Viene inventato il green pass, lo strumento che ottiene chi si è vaccinato, chi è guarito dal Covid e chi ha fatto un tampone negativo. I tamponi sono molecolari ma arrivano anche i rapidi. Il green pass servirà per viaggiare, di nuovo, per accedere a cinema, teatri, per assistere ad eventi e concerti, per andare al ristorante. Ci permetterà di riacquisire quelle libertà che avevamo perso e di non chiudere più niente.
La scuola finalmente in presenza - Si accelera con la vaccinazione anche per il personale scolastico. L’obiettivo è quello di evitare, a tutti i costi, che la scuola torni a distanza. Il nuovo anno scolastico comincia con non poche difficoltà per gli istituti siciliani che devono fronteggiare carenza di spazi, turni, e cercare di mantenere le distanze. Le vaccinazioni partono anche per i minorenni, più avanti per i bambini.
Omicron e la quarta ondata - Il virus però non molla. Spunta una nuova variante, è Omicron, più veloce a diffondersi. Il virus, nonostante le tante vaccinazioni, si diffonde molto in Italia e in Sicilia. I casi arrivano a numeri mai visti. Ma nonostante l’alto numero di contagi il vaccino riesce ad arginare le forme gravi della malattia e a limitare l’ingresso negli ospedali. La Sicilia passa in zona gialla, poi arancione. Il boom dei casi arriva dopo le vacanze di Natale. Gli studi confermano: ci vuole la terza dose del vaccino , “booster”. In provincia di Trapani torna a riempirsi il Covid Hospital di Marsala, i reparti vengono riconvertiti. C’è il caso della zona arancione per chiudere le scuole, come vogliono i sindaci. Ma il Tar boccia: la scuola va in Dad solo in zona rossa, i sindaci non possono chiudere le scuole. Adesso si discute sul superamento delle zone a colori, della fine dello stato di emergenza. Il virus dovrà diventare endemico, dobbiamo conviverci, ancora di più, e con più libertà.
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