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03/03/2022 22:10:00

Sicilia al voto ma senza parità di genere. Il Pd a Musumeci: "Votate la legge o intervenga lo Stato"

"La Sicilia è balzata alle cronache nazionali per aver avuto la sfrontatezza di presentare una giunta composta da soli uomini e se in parte la situazione è rientrata è stato grazie alla pressione di tante donne, dei sindacati e dell'impegno del Partito Democratico che ha anche presentato ricorso al Tar. Da mesi, però, è fermo in Aula il ddl sulla doppia preferenza, presentato dal gruppo parlamentare del Pd, ma voluto dalle siciliane che in più occasioni hanno chiesto questa norma di civiltà".


A dirlo è Valentina Villabuona, presidente dell’assemblea provinciale del Pd Trapani.
"Oggi alla Camera dei Deputati, durante il Question Time, con un'interrogazione a risposta immediata firmata dal deputato siciliano Carmelo Miceli insieme ai deputati Francesco Boccia e Cecilia D’Elia, quest’ultima anche Portavoce della conferenza nazionale delle donne democratiche, è stato chiesto alla Ministra alle pari opportunità di diffidare la Sicilia e se è necessario utilizzare il potere sostitutivo, affinché il prossimo Parlamento regionale, oggi composto da appena 4 deputate, possa essere eletto con la doppia preferenza di genere".
Poi conclude: "La doppia preferenza è un'urgenza, affinché, così come successo nelle amministrazioni locali, anche alla Regione possa aumentare la partecipazione delle donne e si possa davvero portare avanti una politica paritaria, che l'attuale governo Musumeci sembra aver dimenticato".

Sulla parità di genere nella legge elettorale della Regione autonoma siciliana "nessun grido d’allarme arriva dal presidente Musumeci, né dal presidente dell’assemblea regionale Micciché. In questo momento in Sicilia non sono garantite condizioni di eguaglianza". Così Francesco Boccia, deputato PD e Responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale, intervenendo al Question time della Camera.

Boccia, che da ministro del Governo Conte 2 è stato primo firmatario del decreto di attuazione dei poteri sostitutivi che modificò la legge elettorale in Puglia nel 2020, "ha chiesto al governo di diffidare la Regione autonoma siciliana, la quale deve rimuovere questa disparità, altrimenti lo Stato deve intervenire con poteri sostitutivi, così come fece in Puglia per la prima volta nella storia, dove fu lo stesso Presidente Emiliano a chiedere l’intervento dello Stato di fronte all’immobilismo del Consiglio regionale. Le donne siciliane hanno gli stessi diritti delle donne delle altre Regioni e questi diritti devono loro essere garantiti. In Sicilia oggi è violato l’art. 51 della Costituzione sull’uguaglianza alle cariche elettive e non viene tutelata l’unità giuridica della Repubblica”.