Il caro carburante e le accise in Italia, dall'Abissinia al Belice e alla Bosnia
Il prezzo alla pompa dei carburanti supera da qualche giorno i 2 euro al litro e in alcuni casi si è arrivati anche a punte di 2,50 euro. La causa è in parte dell'impennata del prezzo del petrolio, come delle altre materie prime, ma in Italia, come sappiamo, il costo vivo del carburante è solo una delle voci, che poi compongono il prezzo finale.
Il fisco e dunque le tasse incidono in Italia per il 59% per un pieno di benzina e gasolio. Nel nostro Paese da quasi 90 anni tutti i governi italiani usano le tasche degli automobilisti come salvadanaio quando occorrono fondi per eventi eccezionali. Il fatto però è che, una volta finita l’emergenza, le accise inserite rimangono e oggi continuano a gravare sul prezzo della verde alla pompa per ben 728 centesimi, poi c'è l’Iva, altri 321 centesimi considerando l’aliquota del 22%. In totale il costo del fisco su un litro di benzina arriva addirittura a 1,049 euro
La storia delle accise in Italia, dall'Abissinia alla guerra in Bosnia. La prima è del 1935: 0,1 centesimi per sostenere la guerra d’Abissinia, ma nel 1936 furono aggiunti ulteriori 1,9 centesimi per finanziare il conflitto in Etiopia. Nei decenni successivi altri eventi hanno giustificato l’introduzione di nuove accise, alcune sono state riassorbite in seguito a un parziale riordino, altre sono rimaste, come l’accisa introdotta per la Crisi di Suez (14 lire nel 1956, 0,00723 euro), il disastro del Vaiont (10 lire nel 1963, 0,0052 euro), l’alluvione di Firenze (10 lire nel 1966), il terremoto del Belice (10 lire nel 1968, 0,00516), quello del Friuli (100 lire nel 1976, 0,05165 euro), quello dell’Irpinia (75 lire nel 1980, 0,03873), la missione in Libano (100 lire nel 1982, 0,05165), rifinanziata a un anno di distanza (105 lire nel 1983, 0,05423), la missione in Bosnia (22 lire nel 1996, 0,01136).
Nuove emergenze. Poi dagli anni 2000 sono state introdotte nuove emergenze, il sostegno alla cultura e allo spettacolo (0,0019 centesimi di euro nel 2011). L’ultima voce risale al 2014, 0,0024 centesimi imposti con il decreto Fare, ma solo per un anno, strano visto che si continua a pagare per guerre ormai inesistenti e emergenze che non sono più tali e che le accise attualmente in vigore sono 19. L'Italia è a livello europeo il Paese con le tasse più elevate per la benzina, peggio di noi fa solo la Grecia con il 60% di incidenza fiscale.
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