Prima convention per De Luca, Musumeci e la finanziaria "elettorale"
La partita delle amministrative a Palermo condizionerà di gran lunga quella delle regionali, con i candidati intanto che cercano di farsi spazio.
Ieri alle Ciminiere di Catania Cateno De Luca ha riunito in convention oltre 1500 persone, il prossimo appuntamento è per il 25 aprile nella piazza di Ispica, il 30 aprile al cine teatro Golden di Palermo, il grido della campagna elettorale è: “Libereremo la nostra amata Sicilia dalla banda bassotti politica”.
Il sogno di De Luca, che si definisce sindaco di Sicilia, è scontrarsi elettoralmente con l’uscente Nello Musumeci.
Tempi duri, intanto, per il centrodestra siciliano, le prove di mancata unità della coalizione iniziano a pesare e gli esponenti stessi avvertono: continuando così si perderà.
Finora troppi i candidati sindaco ma quasi nessuna sintesi, pronto da settimane è Francesco Cascio, che però continua a stare al box con la speranza che la sua macchina possa partire presto.
Lanciato invece è Roberto Lagalla, che vorrebbe tentare di far convergere su se stesso gran parte dei moderati, grazie all’ endorsement di Marcello Dell’Utri, ma senza successo.
Non sono pronti a fargli da sponda Saverio Romano, nemmeno Totò Cuffaro, né l’MNA. Difficile però pure che Lagalla possa ritirarsi dalla corsa senza almeno un ticket, visto che si è dimesso da assessore regionale.
Non resta a guardare Nello Musumeci, la sua candidatura per le regionali resta in piedi, non ha motivo per rinunciare e per non essere candidato, una Regione che racconta in buona salute ma che ha un bilancio anocra non approvato e una sanità a brandelli.
Il 30 aprile scadrà l’esercizio provvisorio, Gaetano Armao, assessore al Bilancio, mira ad un piano di rientro di 700 milioni di euro.
Questa Finanziaria potrebbe diventare una mossa da campagna elettorale, e Gianfranco Miccichè, presidente dell’ARS, minaccia di non voler approvare alcun Bilancio in fretta: i documenti dovranno arrivare anzitempo.
I colpi di scena potrebbero non finire, perché la Lega è pronta a giocarsi la carta palermitana di Scoma, per poi lasciare campo libero a Fratelli d’Italia in Regione con la candidatura di Musumeci, accordi che hanno già visto un primo incontro tra Nino Minardo e Ruggero Razza, l’attuale assessore alla Salute.
La politica gioca le sue carte, non facendo però i conti con l’elettorato.
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