Insofferenza e sfiducia forzano i blocchi di cemento sul ponte del Fiume Arena
Rabbia ed insofferenza si accumulano per la chiusura del ponte che collega la Città alla popolosa area di Bocca Arena. Un bubbone che si gonfia giorno dopo giorno, tanto da portare alla quasi rimozione dei pesantissimi blocchi di cemento posti alle due estremità del ponte ammalorato di ruggine, al fine di bloccare il transito di veicoli e persone.
IRONIA SUI SOCIAL – “Causa forte vento oggi (10 aprile scorso) – si legge in un post pubblicato qualche giorno fa dalla pagina del gruppo ‘Bocca Arena’ che conta diverse centinaia di iscritti – si è verificato qualcosa di anomalo, i massi di cemento che ostacolano la circolazione dei veicoli per il transito da un punto all'altro della città. SONO VOLATI via, senza però danneggiare la struttura del PONTE”. In una delle foto ed è di tutta evidenza che un manufatto del genere non si possa lasciare abbattere dal vento.
LA MISURA È COLMA – Il post, che ha generato oltre un centinaio di commenti di varia natura, in realtà è indice della situazione di disagio sempre più in crescita tra coloro i quali devono fare, quotidianamente, i conti con questa situazione di isolamento. Già da alcuni settimane, infatti, molti utenti avevano iniziato a scavalcare anche con bici alla mano, gli ostacoli per inibire la transitabilità del ponte sul fiume Delia. Adesso le cose stanno peggiorando e quest’ultimo segnale ‘social’ ha chiaramente un intento comunicativo chiaro, tra l’altro affidato ad un meme chiarissimo: “È ufficiale: ci siamo rotti I CABBASISI. Vogliamo la riapertura totale del ponte”.
FAVOREVOLI E CONTRARI – L’argomento ha subito scatenato i sostenitori della ‘forzatura’, i contrari e gli increduli al fattore vento. Scrive un componente del gruppo: “Ogni blocco di questi pesa un accidente, ma che cavolata è questa del vento???...ma finiamola un po' per favore!!!”. Un commento di dissociazione recita così: “Non condivido assolutamente questi modi di agire. Sono uno di voi, capisco la rabbia, ma mi dissocio da queste forme di protesta”. E a seguire un commento inequivocabile di sostegno di un altro iscritto al gruppo face book ‘Bocca Arena’: “Bravi tutti avete fatto bene”.
UNA ZONA SPEZZATA IN DUE – L’infrastruttura di metallo permette l’unione tra il litorale sabbioso del lungomare San Vito e la parte rocciosa di Quarara che si protrae fino a Torretta Capo Granitola. Questa zona tuttavia non è abitata solo in estate, periodo in cui si raggiungono picchi di presenze notevolissime, ma anche di inverno. La carenza di servizi ed infrastrutture – che da sempre colpiscono il quartiere – obbliga però chi vi abita, ad attraversare il ponte sul fiume, anche solo per fare la spesa.
E INTANTO I COSTI AUMENTANO – I lavori di ripristino per la messa in sicurezza del ponte sul fiume Delia – che difficilmente saranno ultimati entro la prossima estate, dato che, dopo sette mesi dalla chiusura (8 settembre 2021 / 8 aprile 2022), il cantiere non è stato ancora aperto – costeranno più di quanto era stato previsto all’inizio: poco meno di 300 mila euro. Il manufatto in acciaio, infatti, ha già fatto registrare – con un’apposita perizia di variante – presentata a fine gennaio scorso dalla Icaro progetti ditta aggiudicataria degli interventi – un innalzamento della spesa pari a 296 mila 725,92 euro. In percentuale c’è un aggravio del 34% in più, sull’ammontare del costo totale dell’opera.
SUPERATA LA SOGLIA DEL MILIONE DI EURO – I lavori, dopo il ribasso d’asta iniziale, fanno così registrare un aumento percentuale: del 34,006 passando da una somma iniziale di 872 mila 578,21 euro ad un milione 169 mila 304,13 euro (con variante).
Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/AlessandroAccardoPalumbo
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