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06/06/2022 21:30:00

Il voto di domenica e la finta elezione diretta del Sindaco 

 Referendum ed elezioni amministrative.

Domenica prossima si voterà.

Si voterà in primis per i referendum sulle riforme riguardanti il tema della giustizia, sul cui tema credo ci sia poco da discutere: “SI “ a tutti i quesiti.

Si voterà anche per il rinnovo dei consigli comunali: ed ecco che semplicità e certezza traballano.

Si afferma che esiste l’ elezione diretta del sindaco: ciò non corrisponde esattamente al vero. A tal proposito si può, seppur con una “fisiologica” forzatura, ritenere che i cittadini eleggono il Sindaco indirettamente, atteso che con la dinamica del cosiddetto “traino” il primo cittadino viene eletto perché l’ elettore vota il candidato al consiglio comunale e, nel 93% dei casi, quest’ultimo si trascina il candidato sindaco a lui collegato. Questa “acrobatica” dinamica, in linea di principio, potrebbe consentire ad un candidato/sindaco, magari poco capace e carente di contenuti e competenze, di ascendere alla funzione di primo cittadino rispetto ad un altro candidato/sindaco, magari portatore di valori e competenze concreti, in virtù del numero maggiore delle liste sostenitrici. Inconfutabilmente si registra un dato triste e storicamente ripetuto: l’ elettore, talvolta ricattato, raramente vota con coscienza e difficilmente valuta la reale capacità del candidato sindaco e del candidato consigliere che andrà a votare. Qualcuno si pone il problema ma… poi teme di sbagliare e…così vota soltanto il candidato consigliere in modo da arricchire, talvolta inconsapevolmente, il candidato sindaco collegato. 

Appellarsi al buon senso dell ‘elettore è tempo perso. Bisogna ricordare, però, che la cattiva ed inefficiente gestione della “res” pubblica non è da attribuire solo ed esclusivamente al sindaco eletto (come quasi sempre accade), ma è da attribuire all’ elettore passivo, supino, talvolta colluso, pronto poi a censurare “tutto e tutti”, senza però averne diritto. Stimolare la riflessione è tempo perso. Sarebbero auspicabili una modifica del sistema elettorale ed una, seppur di certo utopistica (uso un eufemismo), modifica della dinamica di voto che preveda schede separate per il candidato a sindaco e per il candidato consiglio o che preveda una sola lista a sostegno di ogni candidato a sindaco. Tutto ciò garantirebbe un momento selettivo di qualità, di onesta, di serietà.

Per chiudere, mi auguro che ogni cittadino faccia appello alla sua coscienza critica, alla sua capacità di riflessione e … così riflettendo ed ancora riflettendo sfatasse un diffuso luogo comune, che consiste nell’affidarsi sempre e comunque al già “noto”. Prendo ad esempio Erice, ma vale per Petrosino o Palermo.

Si dibatte nei bar se ci sarà ballottaggio o meno, se il Sindaco uscente vincerà in prima battuta ( e cioè supererà il 40% + UN voto). Pochi, acuti conoscitori del territorio, danno per certo il ballottaggio, ma … immaginandolo non tra il Sindaco uscente ed un altro candidato, bensì ma tra Oddo e Spina. Sarà questa una provocazione? Boh … può darsi!

Il 13 giugno vedremo quali saranno i risultati, sia quello relativo ai referendum che quello relativo alle amministrative. Mi piacerebbe ricredermi.

Peppe Bologna