Prima la pagella, poi la candidatura.
Nicola Cristaldi interviene nel dibattito sulle prossime elezioni regionali siciliane e lancia una proposta tanto semplice quanto indigesta per una parte della politica: prima di chiedere nuovamente il voto, i deputati uscenti dovrebbero spiegare ai cittadini cosa hanno fatto durante gli anni trascorsi a Palazzo dei Normanni.
Non un comizio. Non il solito elenco di promesse da riciclare cambiando la data sul manifesto. Una relazione, breve ma concreta, con temi affrontati e risultati raggiunti.
“Le manovre sono già iniziate”
«Ormai da mesi sono iniziate le manovre per le candidature all’Assemblea regionale siciliana», scrive Cristaldi.
La legislatura regionale dovrebbe concludersi nel 2027, anche se nel dibattito politico siciliano continuano a circolare ipotesi e indiscrezioni su possibili elezioni anticipate. Intanto partiti, correnti e aspiranti candidati hanno già cominciato a muoversi.
Secondo l’ex sindaco di Mazara del Vallo, il primo dato è praticamente scontato: «Tutti gli uscenti saranno ricandidati».
Ed è proprio qui che arriva la provocazione.
La relazione di fine mandato
«Ogni deputato regionale uscente e che vuole rientrare presenti una breve relazione sul suo operato, su quali temi si è particolarmente distinto e con quali risultati», afferma Cristaldi.
Una sorta di rendiconto di fine mandato. Poche pagine, possibilmente senza fotografie celebrative, comunicati inaugurali e formule come “grande attenzione al territorio”.
Bisognerebbe indicare gli atti presentati, le leggi approvate, le risorse ottenute, le battaglie condotte e, soprattutto, gli effetti prodotti nella vita quotidiana dei siciliani.
Perché una cosa è dire di essersi occupati di sanità, trasporti, acqua, rifiuti, agricoltura o infrastrutture. Un’altra è spiegare cosa sia concretamente cambiato.
“Ne abbiamo le scatole piene”
Cristaldi chiude senza ricorrere al linguaggio felpato della politica: «Perché ne abbiamo le scatole piene di chiacchieroni».
Una frase ruvida, certamente. Ma anche una richiesta di trasparenza che potrebbe facilmente essere estesa a tutti i livelli istituzionali.
Cristaldi conosce bene Palazzo dei Normanni: è stato deputato regionale e presidente dell’Assemblea regionale siciliana dal 1996 al 2001, prima di proseguire la propria attività politica alla Camera e nelle amministrazioni locali.
La sua proposta, quindi, arriva da chi conosce dall’interno meccanismi, rituali e abitudini della politica regionale.
Il voto non è un rinnovo automatico
Il punto sollevato dall’ex presidente dell’Ars è semplice: essere deputati uscenti non può rappresentare un diritto automatico alla ricandidatura.
Il seggio non è un abbonamento che si rinnova alla scadenza. E una campagna elettorale non dovrebbe cominciare soltanto con nuove promesse, ma con un bilancio verificabile di quelle vecchie.
La domanda, adesso, potrebbe essere rivolta anche ai deputati regionali eletti in provincia di Trapani: quali risultati possono rivendicare? Quali emergenze hanno affrontato? Quali problemi hanno realmente contribuito a risolvere?
Le candidature arriveranno. Le fotografie pure. Sui manifesti saranno tutti sorridenti, competenti e indispensabili.
Prima, però, sarebbe utile leggere la relazione.