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04/07/2022 00:35:00

Nel 2021 bruciato il triplo degli ettari del 2020. Sicilia la più colpita

Secondo i dati elaborati dall’Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021 risulta bruciata una superficie pari al triplo di ettari colpiti da incendio nel 2020.

Un problema serio quello dei roghi in Italia, soprattutto considerando che, negli ultimi vent'anni, risulta che il 40-50% del territorio devastato dai roghi è costituito da foreste. Tra le coperture arboree, la categoria più colpita è quella delle latifoglie sempreverdi (macchia mediterranea) per il 56%, seguono le classi di latifoglie decidue (come le querce) 25% e le classi di aghifoglie sempreverdi, come i pini mediterranei, 19%.

Il legame tra cambiamenti climatici ed incendi

Il legame tra cambiamenti climatici ed incendi è complesso: non vanno considerati solo gli effetti diretti di siccità prolungata ed alte temperature, ma anche gli effetti del clima sugli insetti e sulle malattie delle piante, che le rendono più vulnerabili e quindi rendono le coperture arboree ancora più suscettibili ad incendio.

Gli effetti e i danni agli ecosistemi forestali causati dagli incendi possono accelerare i processi di perdita di biodiversità, rilascio di anidride carbonica, aumento del rischio idrogeologico, erosione del suolo, inquinamento da polveri dell'aria e dei corpi idrici. Dal punto di vista ecologico, le foreste hanno un’ innata capacità di resilienza agli effetti degli incendi. Tuttavia, se abbastanza vasti e frequenti, gli incendi possono determinare danni di lungo periodo e una perdita permanente di superficie boschiva.

Il contributo dei satelliti per la sorveglianza dagli incendi

Il contributo tecnologico più importante per rendere efficace e tempestiva la sorveglianza dagli incendi è dato dai satelliti, i cui dati sono elaborati dall'European Forest Fire Information System (EFFIS), sviluppato in ambito europeo nel contesto del programma Copernicus - Emergency Management Services. ISPRA svolge un servizio di monitoraggio operativo basato su dati EFFIS e, nel caso di incendi a rilevanza nazionale, su proprie elaborazioni satellitari ad altissima risoluzione spaziale. In tali circostanze, le mappe con la determinazione delle aree bruciate e dei focolai attivi vengono fornite anche a supporto del Sistema di Protezione Civile Nazionale. Ispra inoltre produce una stima annuale, su scala nazionale, regionale e comunale degli effetti dagli incendi di grandi dimensioni sugli ecosistemi naturali.


Nel 2021 colpito dai roghi soprattutto il Mezzogiorno

Gli incendi del 2021 hanno inciso prevalentemente sulle aree del Mezzogiorno. La Sicilia risulta essere la regione che ha registrato le maggiori porzioni di aree bruciate, circa il 3,5% della superficie complessiva regionale; sono stati interessati da incendi il 60% dei comuni siciliani (su un totale di 235 comuni). La seconda regione è la Calabria, per una superficie pari al 2,4%, con 240 comuni interessati. La regione che nel 2021 ha subìto, in termini di superficie forestale bruciata, il maggiore impatto per incendi è la Calabria.

La regione Sardegna risulta esser stata la terza più colpita in termini di aree forestali bruciate rispetto al contesto nazionale. Nel 2021 la Sardegna è stata interessata da soli 40 eventi (rispetto, ad esempio, ai circa 500 della Sicilia), ma in un unico evento, avvenuto a fine luglio nel complesso Forestale Montiferru-Planargia, è stato colpito dalle fiamme circa il 63% del totale del territorio interessato da incendi della Regione, risultando l'incendio più esteso in tutta Italia in termini di area bruciata e coinvolgendo 10 comuni del Montiferru, provocando ingenti danni economici e sociali e danneggiando un patrimonio colturale e ambientale di grande significato paesaggistico.

I comuni più colpiti

Tra i comuni maggiormente interessati da incendi, in termini di superficie colpita, il comune di Sennariolo nell'oristanese (Sardegna), è risultato il più impattato, con il 94% della superficie complessiva comunale bruciata.

Il dato complessivo mostra come circa il 65% della superficie bruciata del comune abbia interessato ecosistemi naturali e/o semi-naturali (es. boschi e boscaglie di leccio, macchia mediterranea e aree a pascolo arborato). I comuni che hanno visto interessate da incendi grandi porzioni di bosco sono Roccaforte del Greco (Calabria), con il 57% del territorio comunale bruciato (e di questo il 44% erano boschi) e Cuglieri (Sardegna) 39% del territorio comunale bruciato (oltre metà della superficie bruciata erano boschi).

I parchi nazionali

Nelle aree protette nazionali gli effetti degli incendi del 2021 hanno interessato un'ampia porzione di ecosistemi forestali (32% dell'area totale bruciata). In dettaglio, i parchi nazionali hanno contribuito ad una potenziale perdita di copertura arborea pari a circa il 57% di tutte le aree forestali bruciate nelle aree protette italiane.



Ambiente | 2022-08-14 12:55:00
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