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07/07/2022 06:00:00

Tunisia-Marsala, la rotta dell'immigrazione clandestina con i gommoni superveloci. Chi sono gli arrestati

 La rotta programmata per far arrivare in Italia immigrati clandestini, ma con gommoni di lusso superveloci, anziché le solite carrette del mare, era Tunisi-Marsala. Ed è il piccolo porticciolo di San Teodoro a nord di Marsala, quello che gli inquirenti della Guardia di Finanza, ritengono sia stato usato come base logistica per le imbarcazioni che venivano utilizzate per i viaggi dall’Africa.

Ma gli inquirenti hanno anche accertato alcuni viaggi che, al contrario, partivano dalla Sicilia per far espatriare clandestinamente soggetti ricercati dalle forze dell'ordine. E’ questo ciò che emerge dall’operazione “Charon”, eseguita dalle Fiamme Gialle di Agrigento, (ne abbiamo parlato qui) che ha portato all’emissione di dieci misure cautelari e al coinvolgimento di ben cinque province, oltre che Agrigento, anche Trapani, Caltanissetta, Messina e Siena.

L’organizzazione criminale e i viaggi superveloci – I militari delle Fiamme Gialle hanno sgominato una organizzazione criminale transazionale impegnata nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con collegamenti, per alcuni degli indagati, con ambienti del terrorismo internazionale. La banda, dalle indagini effettuate dai finanzieri, organizzava viaggi di lusso utilizzando gommoni con motori molto potenti che partivano dalla Tunisia per raggiungere le coste dell’Agrigentino e del Trapanese.

Due i gruppi criminali divisi tra Canicattì, Marsala e Mazara – La banda criminale offriva sicurezza e anonimato alle persone in fuga. Il nucleo principale, hanno accertati militari nel corso delle indagini - era a Canicattì. La misura cautelare ha riguardato dieci persone. Due i gruppi, uno formato da tunisini e l'altro da soggetti di Canicattì, Marsala e Mazara del Vallo.

Ecco chi sono gli arrestati – Ai vertici dell’organizzazione vi erano Diego Fazio, 46 anni, di Canicattì e i tunisini Nouri Ejjed, 51 anni, e Houseen Mohamed M’Nad. Assieme al gruppo di Canicattì c'era pure Ridha Yazidi, 62 anni, che aveva il compito di tenere i contatti con i tunisini mentre Angelo Figuccia, 39 anni, era inserito all’interno del gruppo in qualità di scafista e guardiano dei mezzi navali e delle strutture di ricovero degli stessi.

Gli indagati – Sono stati raggiunti da avviso di garanzia: il mazarese Domenico D’Aleo, 37 anni, gli viene contestato di essersi messo a disposizione dell’associazione adoperandosi ad approntare, presso il rimessaggio di sua proprietà, i mezzi navali utilizzati dall’organizzazione per consentire il trasporto dei migranti ed il marsalese Angelo Occhipinti, 30 anni, gestore di fatto del piccolo molo/porticciolo di San Teodoro da cui tutti i viaggi sono partiti.

Le accuse – Per tutti le accuse sono a vario titolo di: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Solo ad alcuni degli indagati, vengono contestati anche pericolosi intrecci e relazioni con ambienti del terrorismo internazionale.

Favoreggiamento della latitanza di un ricercato – Il 51enne tunisino, Nouri Ejjed, uno degli organizzatori finito in manette, è accusato di aver favorito la latitanza di un ricercato internazionale Abidi Aymen, destinatario di mandato di cattura europeo spiccato dell’autorità giudiziaria della Germania, perché responsabile di un tentato omicidio commesso a Lipsia il 9 aprile 2021. Aymen, infatti, avrebbe avuto assistenza e ospitalità in provincia di Trapani prima di imbarcarsi su un gommone diretto in Tunisia.

Nuovi servizi di assistenza e tariffe maggiorate per far sfuggire i ricercati alle forze di polizia - “Le indagini – sottolineano - gli inquirenti - hanno dimostrato la capacita delle organizzazioni criminali a carattere transnazionale di offrire, nel settore dei traffici di esseri umani, nuovi servizi volti a rendere le traversate più sicure, in cambio di tariffe maggiorate, ma anche e soprattutto a garantire la non identificazione degli sbarcati da parte delle autorità nazionali; sia per assicurare una loro maggiore libertà di movimento una volta giunti a destinazione, sia per consentire ai ricercati di sfuggire alle forze di polizia o per assicurare l’anonimato a coloro che si recano in Europa con finalità illecite”.



Native | 2022-07-20 08:43:00
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