E’ pronto Cateno De Luca a partire con la sua dura opposizione al governo regionale, che ancora si deve formare, guidato dal presidente Renato Schifani. Formerà un governo ombra, con gli assessori che avranno le stesse deleghe dei principali e titolati e che seguiranno tutte le loro azioni istituzionali: “Abbiamo l’esigenza di sistemare la macchina amministrativa. Loro, invece, vogliono solo accontentare la pletora degli amici”. De Luca chiederà l’abolizione della commissione Via-Vas e dell’Urega, è agguerrito, è pronto a rimettersi in cammino perché tra cinque anni, dice, sarà lui a governare l’Isola. Intanto sta ancora decidendo se candidarsi sindaco a Catania oppure a Taormina.
Il periodo di profonda crisi che investe tutti i settori e, dunque, anche la Sicilia imporrà al nuovo governo dei provvedimenti che possano far vivere la Regione e non portare le imprese e intere famiglie al tracollo, sono alte le aspettative, il dinosauro della burocrazia è quello che più di altri crea problemi nello snellimento delle procedure e nell’avvio di altre.
Nello Musumeci vola a Roma, a fare il senatore ma non lascia la Sicilia migliorata rispetto al suo insediamento: non sono stati spesi tutti i fondi dell’Unione Europea, lo rende noto il portale Cohesion Data della Commissione europea. La Regione è indietro sul Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, e sul Fse, Fondo sociale europeo.
La gestione dei rifiuti poi è stata drammatica, annunci su annunci, il piano fermo e un assessore come Alberto Pierobon salutato, pure senza inchino, perchè magari oltremodo bravo rispetto alla mediocrità del resto della giunta. Risultato? Nulla di fatto.
Ad oggi non c’è un solo bando per la realizzazione di un termovalorizzatore e nel frattempo tutti gli impianti siciliani sono interamente al collasso e l’emergenza che si vive in estate potrebbe diventare emergenza permanente.
In questo balletto di nomi per gli assessorati regionali ad intervenire sulla questione è Gaetano Armao, candidato presidente per il Terzo Polo, ha raggiunto una percentuale inferiore al 3% ma durante la competizione tesseva le lodi del governo regionale uscente, di cui è stato vicepresidente e assessore al Bilancio, e che adesso cerca di indicare anche qualche esponente nella giunta targata Schifani, si tratta di Ninni Decembrino che sul suo social ha scritto: “Il Prof. Gaetano Armao ha appena anticipato durante la convention all’Hotel Nettuno di Catania, che sarò designata Assessore Regionale alla Sanità. Accolgo la proposta con grande entusiasmo e senso di responsabilità”.
Difficile realizzare il sogno di Armao, già a urne chiuse lo stesso Schifani aveva tagliato corto: nessun accordo con Armao e con chi ha deciso di seguire una strada diversa rispetto al centrodestra unito.
E come se non bastasse la baraonda non finisce qui, ci sono 43 sezioni nel siracusano, 42 a Palermo, 1 a Lentini, 2 ad Agrigento, 2 nel nisseno con lo spoglio mai completato e che rischiano di rimettere tutto in gioco.
Il problema è alquanto serio, mentre c’è chi guarda alle poltrone in verità ancora oggi non si può procedere a proclamare il presidente della Regione e non si possono stabilire con precisione l’attribuzione dei seggi.