Salemi, consiglieri all'attacco di Venuti: "Si allarga la distanza tra il sindaco e la città"
E’ di quelli senza appello l’atto di accusa lanciato contro l’operato del sindaco Venuti dal gruppo consiliare “Via”, il movimento che a livello provinciale fa capo a Nino Papania.
Un documento, senza sbavature nella forma, duro e convincente nella sostanza, soprattutto quando fa riferimento alle assenze dei consiglieri di maggioranza nei momenti topici dell’attività’ amministrativa di un comune, qual e’ senza dubbio l’approvazione di un Bilancio. Assenze che pregiudicano il numero legale e che una opposizione spregiudicata potrebbe sfruttare a proprio vantaggio!
Quando si infrangono i principi elementari del confronto democratico si rischia sempre di sedersi dalla parte del torto: questo ci sembra essere il succo del ragionamento fatto dai quattro componenti del maggiore gruppo consiliare di opposizione.
Del resto, fin dalla loro costituzione in una nuova aggregazione politica, Antonio Brunetta, Giuseppe Loiacono, Giusy Asaro e Biagio Grimaldi definirono i confini della loro azione consiliare in modo molto netto.
Dichiararono allora che sarebbero stati “propositivi e non avrebbero sbarrato la strada a progetti utili per la città, ma rimanendo attenti affinché la politica locale non calpestasse i diritti dei cittadini e non ne sottovalutasse i bisogni.”
Coerentemente, ritengono di essere stati fedeli all’impegno preso dimostrandolo concretamente in piu’ di una occasione.
Una, fra tutte, avere contribuito a mantenere il numero legale in occasione dell’approvazione del Bilancio di Previsione il 23 dell’agosto dello scorso anno. Tanto da ricevere in Consiglio il riconoscimento sai da parte del Sindaco sia da parte dell’Assessore Bascone.
E scusate se e’ poco!
Lo stesso copione si e’ replicato nell’ultimo consiglio comunale del 30 dicembre scorso, nel corso del quale, ancora una volta, l’opposizione ha garantito il numero legale.
Ci chiediamo dove fossero i consiglieri di maggioranza. A trascorrere le vacanze bianche anche in assenza della neve?
Non solo. Ma, ed e’ il segnale piu’ grave, ancora una volta si e’ dovuta registrare l’assenza del primo cittadino. Cosa che, secondo il gruppo di Loiacono, conferma ulteriormente la considerevole distanza venutasi a creare negli ultimi mesi tra il sindaco e il Consiglio comunale e, quello che e’ peggio, il resto della città.
Ritenendolo un andazzo non piu’ tollerabile, hanno ritenuto di esternare il loro disappunto pubblicamente rimasto fino ad oggi dentro le mura del Consiglio Comunale.
Che purtroppo in questi tempi incerti, aggiungiamo noi, viene disertato dagli indifferenti o, peggio, snobbato da chi invece avrebbe le capacità di dare un valido contributo alla comunità. Il luogo piu’ autorevole dove esercitare la democrazia piu’ diretta divenuto invece triste e solitario.
E se ci si mette pure il sindaco?
“Da diversi mesi infatti, utilizzando le scuse più fantasiose, il primo cittadino evita di partecipare ai consigli comunali con un atteggiamento che riteniamo irriguardoso non solo nei confronti dei consiglieri ma anche e soprattutto nei riguardi dei cittadini da essi rappresentati”, scrivono i quattro consiglieri.
Ma quello che invece si è palesato nello scorso consiglio comunale è come questo scollamento si sia allargato anche alle fila della maggioranza consiliare.
“Le prime avvisaglie”, sostengono, si erano manifestate durante la campagna elettorale per le regionali quando ci si è accorti che, di fatto, solo pochissimi consiglieri appoggiavano la candidatura del sindaco, mentre altri preferirono non esporsi o addirittura appoggiare altri candidati.”
Ma quali sarebbero i motivi di tale scollamento?
“Forse la mancata nomina del quinto assessore, che mette in discussione le aspettative di alcuni componenti della stessa maggioranza, oppure l’esito delle elezioni regionali, o forse non è stata condivisa la scelta del primo cittadino, nonché segretario provinciale del PD, di fare ricorso contro un suo stesso compagno di partito. Fatto sta che le ripercussioni di questo scollamento sembrano adesso spostarsi sul consiglio comunale infatti, anche su appuntamenti importanti come l’approvazione del bilancio, si registra una grossa difficoltà a raggiungere i numeri necessari a validare le sedute consiliari, ed è solo grazie alla responsabilità dei consiglieri di minoranza che alcuni punti sono stati approvati evitando la paralisi amministrativa e ulteriori danni alle casse comunali.”
Una situazione, quella venutasi a creare, che i consiglieri di VIA ritengono grave e da denunciare pubblicamente, in quanto rischierebbe, secondo la loro valutazione, “di degenerare in un degrado politico/amministrativo, con imprevedibili ripercussioni per la città.”
Accuse pesanti, come si vede, che meriterebbero più di un chiarimento o quanto meno una presa di posizione inequivocabile da parte della maggioranza che sostiene l’Amministrazione.
E’ il minimo che ci si possa attendere, diciamo noi, da parte di quei consiglieri comunali che con tanto fervore in campagna elettorale hanno fatto il pieno di voti, spesso oltre ogni ragionevole aspettativa, ma che altrettanto facilmente disertano l’aula consiliare o le tre Commissioni consiliari dichiarate spesso deserte per mancanza di numero legale.
Come interpretare simili comportamenti? Segnali di stanchezza, delusione o cosa?
“ Sia il vostro parlare sì, sì; no, no”, avrebbe detto Matteo, sapendoli devoti alla Madonna, ma in questo caso ad esigerlo sono sopratutto i cittadini che li hanno votati.
Franco Ciro lo Re
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