Convegno a Campobello di Mazara, “Occorre uno Stato che faciliti impresa e cultura” VIDEO
In quasi tutti gli interventi di sabato scorso, al convegno “Si può sempre fare qualcosa” promosso dall’associazione “Noi per Campobello - Circolo Giovanni Gentile” nell’auditorium dell’ex chiesa dell’Addolorata a Campobello di Mazara, si percepiva il disagio dell’attenzione mediatica nei confronti del territorio in cui Matteo Messina Denaro ha passato l’ultimo periodo della sua latitanza.
L’incontro, moderato dal giornalista Alessandro Quarrato, è stato molto partecipato e si è registrata la volontà di ricominciare e, soprattutto, la richiesta di non essere lasciati soli dallo Stato.
“Vista la gogna mediatica, come se fossimo tutti collusi, un giorno con quattro amici abbiamo deciso di dare voce a questa rimostranza – ha aperto il dottor Antonio Tavormina, presidente dell’associazione che ha organizzato il convegno - Ora è bene chiedersi come si farà a ripartire, come faranno a ripartire le nostre imprese. Ci aspettiamo dallo Stato degli aiuti. Non di tipo economico, ma in termini di facilitazione nel poter fare impresa, cultura e rilanciare quello che questi territori hanno”.
“La gente di Campobello certamente non usciva la mattina con la foto segnaletica, per andare a catturare il latitante – ha affermato il sindaco di Campobello Giuseppe Castiglione - Non è questo il compito dell’inerme cittadino, come diceva Falcone. Che però deve collaborare con le forze dell’ordine, credendo nella presenza dello Stato. Che a volte può tardare ad arrivare, ma prima o poi arriva puntualmente a mettere le manette a chi merita di averle messe. Ho appreso con le lacrime il coinvolgimento di persone che ho sempre considerato degli stimati professionisti. Non lo sapevo io, non lo sapevano le forze dell’ordine. Ma oggi abbiamo un ruolo importante al fianco di magistrati e forze dell’ordine: collaborare, riferendo magari nelle sedi opportune, ciò che può essere utile. Se è venuto qui a lavare la macchina o lì a tagliarsi i capelli… E chiediamo la presenza dello Stato, anche nell’assicurare posti di lavoro”.
“Facevano paura – ha detto invece il sindaco di Castelvetrano Enzo Alfano – e possono far paura ancora adesso. Solo che la società civili ha preso maggiore consapevolezza e la nostra presenza oggi qui lo dimostra. Noi abbiamo già chiesto che l’istituto dell’amministrazione giudiziaria possa essere rivisto, perché laddove arriva lo Stato deve necessariamente poter far meglio dei mafiosi. E lo Stato deve poter attivare quelle condizioni per attirare gli imprenditori e far crescere il lavoro”.
Nicola Catania, sindaco di Partanna e consigliere regionale all’Ars, ha fornito degli input anche sul come ripartire, parlando della sua proposta di legge “accolta dal governo” per destinare “200 ettari di terreno ancora disponibili, delle Zess (Zone Economiche Speciali) al territorio del Belice: Castelvetrano, Partanna, Campobello di Mazara”.
Sono intervenuti anche l’ing. Giuseppe Bica, vicepresidente dell’associazione Grammatico, il vicesindaco di Castelvetrano Filippo Foscari, l’ex vicesindaco Biagio Virzì e il presidente del Consiglio comunale di Campobello Piero Di Stefano. Tra gli interventi telefonici, anche quello del comandante Alfa: “Qui nessuno voleva aiutare Matteo Messina Denaro. A Castelvetrano e Campobello di Mazara siamo vittime di questo personaggio. Ma adesso non c’è più e dobbiamo pensare ad essere positivi. Fino ad ora abbiamo avuto uno Stato Assente. Ma adesso dobbiamo impegnarci per primi noi”.
E tra le priorità, ha indicato il ritorno del punto nascite all’ospedale di Castelvetrano: “E’ giusto che i bimbi di Castelvetrano nascano nella propria città e non a Mazara del Vallo. Dobbiamo andare alla Regione Siciliana e parlare col nuovo governatore per fa si che ciò accada”.
Egidio Morici
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