Castelvetrano e la latitanza del… carnevale
Dopo la cattura di Matteo Messina Denaro, a Castelvetrano si è registrato un altro latitante: il carnevale. Quest’anno sarebbe infatti dovuto tornare, con diverse iniziative dal 16 febbraio (giovedì grasso) al martedì prima delle ceneri (ne avevamo scritto qui). Ma degli appuntamenti organizzati dalla “Pro Loco Castelvetrano Triscina”, nessuno ha visto nulla. Niente canti, niente balli, nessuna esibizione degli allievi delle scuole di danza della città, nessuna “abbruciatina di lu nannu e la nanna”. E nessuna lettura del loro tradizionale “testamento” dal palco del sistema delle piazze.
Alla base di tutto, la mancata autorizzazione della Questura, che ha considerato irricevibile la comunicazione della Pro Loco Castelvetrano Triscina, consegnata nel primo pomeriggio di due giorni prima dell’inizio della manifestazione. Comunicazione comunque mancante della relazione della Commissione pubblici spettacoli, “della concessione del sito, piano di sicurezza e sanitario ecc…”. Insomma, non si è trattato (come in tanti avevano pensato in un primo momento) del mancato collaudo del palco dove si sarebbero dovute svolgere le diverse iniziative.
Ecco perché, dopo essere venuti a conoscenza dei motivi del diniego della Questura, abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco Enzo Alfano, che ci ha risposto così:
Alla base del rifiuto non c’è stato il mancato collaudo del palco, ma il fatto che chi ha istruito la pratica in questura si sia convinto che ci volesse la relazione della Commissione pubblici spettacoli (che è composta dai Vigili del Fuoco, dall’Asp, dalla Polizia Locale, dal Suap e da altri tecnici). Relazione che purtroppo non è stato possibile produrre, dato che due dei suoi componenti essenziali non erano disponibili (uno ricoverato in ospedale e l’altro colpito da un lutto in famiglia). Anche se mi risulta che in questi casi le precedenti comunicazioni non erano mai state integrate dal parere della Commissione pubblici spettacoli, così mi dicono coloro che se ne sono sempre occupati negli anni passati, prima della pandemia.
Il comune avrebbe potuto risolvere il problema in qualche altro modo?
Il comune aveva dato il suo patrocinio gratuito, in termini di logistica, di vigilanza tramite la polizia municipale, ma non si è occupato dell’organizzazione dell’evento. Non polemizzerei però su chi ha ragione e chi ha torto, se la Pro Loco Triscina o il comune… Anche perché, se in questa vicenda il comune non ha colpe, non mi sentirei nemmeno di dire che le responsabilità siano della Pro Loco Triscina. Cercheremo insieme di riparare nei prossimi giorni, riunendo la commissione in modo da garantire un fine settimana in cui verranno coinvolte le scuole di ballo ed un gruppo che possa essere di richiamo per la fascia di giovani e meno giovani.
Egidio Morici
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