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01/03/2023 06:00:00

Cosa succede al Pd siciliano (e trapanese) dopo la vittoria di Elly Schlein

 Il passaggio di consegne tra l’ex segretario del Pd, Enrico Letta, e la neo eletta segretaria Elly Schlein è avvenuto lunedì pomeriggio, un simbolo tra le mani: il melograno, simbolo di fertilità, di prosperità e di buon auspicio. E poi è rosso, colore di quell’area politica.


Finito il tempo della vittoria e finiti i complimenti adesso sarà tempo per la segretaria, che ha portato il Pd in area radicale, di tenere unito il partito, cosa molto difficile se non improbabile.

 

 

Certo, le smarcature non avverranno subito ma è chiaro che i moderati di quell’area non ci potranno stare, così come è chiaro che la Schlein è segretaria a tempo: almeno fino alle prossime europee. Poi altro giro altra corsa.
E intanto si pensa a comporre la nuova segreteria, dentro ci potrebbe stare la sardina Mattia Santori, poi porte spalancate all’alleanza con il M5S. Un punto fermo la prima segretaria del Pd lo mette: basta rincorrere il centro. La vera rivoluzione però l’Italia la vive adesso, ci sono due donne al potere, una all’opposizione, l’altra governa. Giorgia Meloni e Elly Schlein racconteranno una diversa idea di Paese ma godono di una leadership, compiutamente non lo sapremo adesso, che finora era solo immaginabile.

Sui territori ci sarà da affrontare la questione congresso nazionale, in molte province si è trattato più che di mozioni presentate e appoggiate di prove di forza. Così da Trapani ad Agrigento passando per Ragusa. In molti casi, seppure i dirigenti dicano il contrario, si tratta di fratture insanabili. In Sicilia vince l’area Dario Franceschini, questo dovrebbe anche significare un cambio della dirigenza del Pd anche regionale. Sui singoli territori, poi, potrebbe partire la prima vera fuga verso altri lidi, ma questo avverrà lentamente, necessaria se non si vuole finire strozzati da un partito che ancora una volta farà prevalere le correnti, chi pensa che queste vengano neutralizzate commette un grave errore.

E’ anche vero che radicalizzare il partito significherà concedere il via libera a chi ha posizioni più moderate e centriste, tutto dipenderà da lei, dalle posizioni che assumerà sulle politiche fiscali, sulla guerra in Ucraina, se non continuerà a portare il partito verso la zona sinistra sinistra, se saprà garantire il pluralismo. Intanto ha già detto no al nucleare, alle trivelle, tiene in mano la sua bussola: la Schlein economy.
Adesso dovrà mettere mano a quella rivoluzione di cui ha parlato durante la sua campagna, dovrà dare delle risposte sul campo della politica e favorire il dialogo.

 

Ad elezione avvenuta di Elly Schlein e a passaggio di consegna avvenuto ecco adesso che si compone, con gli eletti e con i membri di diritto,
l’ Assemblea nazionale del Partito Democratico.
La Commissione regionale per il congresso, presieduta da Giovanni Bruno, ha proclamato i 35 componenti siciliani dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico, sono 20 eletti della mozione Schlein e 15 della mozione Bonaccini.
A Palermo vanno 9 seggi, il totale dei voti validi è di 10145, gli eletti sono per la mozione Bonaccini: Giuseppe Lupo, Guido Rosa, Fabio Teresi, Giuliana Milone; per la mozione Schlein: Maria Palma Albanese, Pietro Macaluso, Erika La Ragione, Vincenzo Fasone, Giada Silvia Di Maggio.
Sette seggi vanno al collegio Siracusa-Ragusa-Caltanissetta, 3 seggi alla mozione Bonaccini e gli eletti sono Paola Gozzo, Giovanni Frasca, Maria Giovanna Zocco. Per la mozione Schlein gli eletti sono Fausto Terrana, Giusy Genovese, Giancarlo Triberio, Paola Caizza.
Sette seggi anche per Catania, che ha riportato un totale di voti validi 9321, gli eletti all’Assemblea nazionale sostenitori di Bonaccini sono 2 e si tratta di Ignazio Puglisi ed Elisabetta Vanin. Mentre per la mozione Schlein gli eletti sono Ersilia Saverino, Mirko Giaccone, Maria Giulia Zappalà, Bruno Guzzardi, Rosalba Ferrino.
Per il collegio di Messina-Enna i seggi sono 6 seggi per un totale di voti validi 12412, la mozione Bonaccini porta tre seggi con Carmelo Galipò, Valentina Martino, Domenico Scavuzzo, la mozione Schlein pure tre eletti e sono: Tiziana Dea Arena, Maurizio Zingales, Laura Giuffrida.
Per le provincie di Trapani ed Agrigento ci sono 6 postazioni in Assemblea nazionale, tre per l’area Bonaccini: Valentina Villabuona, Mario Castronovo, Eleonora Sciortino. In Assemblea siederà anche Domenico Venuti, membro di diritto ricoprendo la carica di segretario provinciale.
La mozione Schlein ha pure tre eletti e sono: Caterina Marino, Giovanni Picone, Mariolina Bono.
In questa compagine non c’è Linda Licari, che non è stata nemmeno candidata nonostante fosse proprio la portavoce della mozione Schlein in provincia di Trapani, si è preferito dare spazio alla giovane petrosilena Marino, attuale assessore della giunta presieduta da Giacomo Anastasi, quando il Pd ha appoggiato alle scorse amministrative il sindaco uscente Gaspare Giacalone.
I dati delle primarie dicono in provincia di Trapani fondamentalmente due cose: che c’è stato un voto di opinione diffuso ed inaspettato, che il numero dei votanti rispetto al 2018 è sceso enormemente: 5297 cinque anni fa, appena 3828 domenica 26 febbraio. Il totale dei voti per Stefano Bonaccini è stato di 1650 mentre di 2161 per la Schlein.