La preside dello Zen e i bisogni delle scuole di periferia
La storia della preside dello Zen di Palermo, con tutte le cautele del garantismo, ci insegna una cosa molto semplice: le periferie non hanno bisogno di personaggi che, all’occorrenza, diventano eroi.
Le periferie, soprattutto quelle più difficili, hanno bisogno di presenze sistematiche, di mani che aiutano, di bocche che parlino e di parole che consegnino percorsi di riscatto.
Soprattutto le periferie non hanno bisogno di essere utilizzate come contenitori elettorali per chi offre i sogni più belli, magari irrealizzabili, perché è vero: sognare è bello, farlo in grande ancora di più, ma quando il risveglio è lo stesso la delusione apre crepe e lì si insinua ciò che non è più modificabile.
Non è un lavoro per molti, non è un lavoro fatto a quando capita, è una presenza quotidiana con azioni mirate, che tolga i ragazzi dalla strada, che li avvii alla consapevolezza di sé e che induca alla voglia di raccontare una storia diversa, rispetto a quella di sempre che potrebbe essere raccontata.
Questo episodio non apre una ferita, perché la ferita nei quartieri difficili come lo Zen, e come quelli presenti in ogni angolo della Sicilia, c’è ed è profonda. Semmai provoca disincanto, provoca sfiducia, aumenta l’incertezza di inclusione, conduce a dire che tanto mai nulla cambierà.
Oggi Daniela Lo Verde è innocente, lo sarà fino a sentenza definitiva, ma questa storia ci dice una cosa chiara: non abbiamo bisogno di simboli, non abbiamo bisogno di eroi, abbiamo bisogno di esempi.
Facili, semplici. Di esempi che raccontino di idee e di valori, che guardino in faccia la povertà culturale ed economica e forniscano strumenti per uscire da quel cerchio.
E non è difficile farlo. Basta fare il proprio dovere.
Qui non è solo una storia di merendine rubate o di pc portati a casa, è la storia di chi diceva di impegnarsi per cambiare lo Zen e, invece, ha gettato ombre e ucciso la speranza.
Marsala, dopo il tornado si cercano aule per 16 classi della De Gasperi: sopralluogo al Santa Chiara
Sono sedici le classi da sistemare dopo i gravissimi danni provocati dal tornado alla scuola Alcide De Gasperi di Terrenove. Il Comune di Marsala sta lavorando per distribuire gli studenti in più strutture e consentire la ripresa delle...
L'Istituto Nautico "Marino Torre" ricorda Ciaccio Montalto: un incontro al Tribunale di Trapani tra memoria e legalità
Conoscere Giangiacomo Ciaccio Montalto come magistrato, ma anche come uomo. E' la possibilità che hanno avuto gli studenti delle classi quarte e quinte dell'Istituto Nautico "Marino Torre" di Trapani che hanno...
Agriturismo Case di Latomie e Olio Centonze: ospitalità, natura ed...
Quaranta ettari, quattro generazioni ed un progetto cresciuto attorno alla terra. Nella campagna di Castelvetrano, a pochi chilometri da Selinunte, la famiglia Centonze ha costruito negli anni una realtà che oggi mette...
Sezioni
