Castelvetrano, Pasquale Calamia lascia il Partito Democratico
Il Partito Democratico di Castelvetrano non avrà più Pasquale Calamia nella propria segreteria. Gli abbiamo fatto qualche domanda.
Perché Pasquale Calamia si dimette?
Mi dimetto perché ho ricevuto un’offerta di lavoro nella pubblica amministrazione (non nella città di Castelvetrano, ndr). Sono convinto che chi lavora in questo settore non debba avere nessun ruolo politico e nessuna tessera di partito, dal momento che il funzionario è al servizio della comunità che gli paga lo stipendio. Sarò un cittadino come tutti gli altri che nel segreto dell’urna voterà in base alla propria storia e alle proprie origini.
Qual è lo stato di salute del Partito Democratico di Castelvetrano? Faccio in tempo a chiederglielo, visto che non ha ancora firmato il contratto e questo potrebbe essere il suo ultimo giorno da politico?
Penso che il Pd di Castelvetrano debba essere pronto alle sfide della prossima primavera 2024, cercando di creare un’ampia coalizione progressista che possa vedere coinvolte tutte le forze sociali per affrontare i problemi e risolverli. Spesso e volentieri, la politica in campagna elettorale si riduce a proclami, ma è necessario avviare un’analisi profonda dei problemi per poter fornire delle risposte concrete. Con la consapevolezza del quadro normativo ed economico del comune di Castelvetrano, dando anche quei piccoli segnali che ad oggi non ci sono stati.
Il movimento Castelvetrano Rinasce sembra avere intenzione di formare una coalizione di centrosinistra. Ci sarà dentro anche il Pd, visto che una delle principali anime di questo movimento è l’avvocato Giovanni Lentini, storico elettore del Partito Democratico?
Ormai è noto come non sia affatto detto che debba esserci corrispondenza nelle scelte del partito, tra il livello comunale, provinciale e regionale. Dal 1993, anno in cui c’è stato il voto diretto per l’elezione dei sindaci, Castelvetrano ha avuto dei monocolori di centrodestra, con i risultati che sappiamo. E’ per questo che la città ha bisogno di una forza riformista di sinistra che governi, avendo a cuore le sorti del centro storico, l’ambiente, il verde pubblico… Temi per i quali, chi ha governato dal 1993 ad oggi, ha dimostrato di avere avuto davvero poca sensibilità, avendo forse altre priorità. Non si capisce quali siano state, ma lo sfacelo del centro storico è il risultato del piano regolatore del ’94.
Fu un errore, nel 2012, quest’alleanza del Pd di Castelvetrano con la destra di Felice Errante?
Nel 2012 abbiamo fatto una scelta di campo, quella più saggia che allora si poteva fare, non scegliendo la contrapposizione. Poi, in corso d’opera, l’allora sindaco ha cambiato idea e noi siamo stati consequenziali.
Egidio Morici
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