Elezioni a Trapani. Quattro candidati, poche idee e nessuna soluzione
C’erano una volta, in un tempo in cui la politica esisteva come esempio programmatico e di visione oltre che di ideali e valori, quelle belle campagne elettorali che davano un senso alle cose.
I competitor a Trapani non mancano, quattro candidati alla carica di Primo Cittadino, ognuno di loro ha delle caratteristiche diverse, un tratto li accomuna tutti: non emerge il programma ma una sorta di ridondante personalismo che li porta a parlare degli altri e non mai di quello che vogliono davvero, e non per frasi fatte, di Trapani.
Abbiamo ascoltato quanto sia importante che i giovani non vadano via, che rimangano qui ma nessuno di loro spiega il come. Le politiche attive del lavoro le mette in atto e in ordine il governo centrale, quello regionale poi dovrebbe anche avviare i cantieri. Lo sblocco dei concorsi nella pubblica amministrazione non dipende mica dagli Enti Locali.
Ecco, se c’è una cosa che in politica bisognerebbe chiedere sempre senza tanti tentennamenti è il come realizzare le cose. Con quali soldi, con quali finanziamenti, con quali dirigenti, con quali prospettive e entro quanto tempo. Come?
La risultanza oggi è una sola: personalismi.
Francesco Brillante si è candidato contro Giacomo Tranchida per dinamiche interne di partito, una guerra aperta che affonda radici ben più profonde di quelle che appaiano ai più adesso e che si manifesteranno in tutta la loro forza il 30 maggio. E’ un regolamento interno di conti, piaccia o no è questo e a gongolare di questa rottura sono i Cinque Stelle che hanno un candidato sindaco che altrimenti non avrebbero avuto, o lo avrebbero avuto di caratura diversa.
In questa campagna elettorale per quanto le grilline si stiano impegnando la mancanza politica del senatore Maurizio Santangelo si fa sentire.
Nel centrodestra non c’è comizio che non inizi contro Tranchida, così a chi ascolta rimarrà solo quello in memoria e null’altro. Se è vero che i personalismi sono il centro di questa campagna elettorale è pure vero che la smania di visibilità di molti dirigenti è fuori le righe.
Questa sera si presenterà la lista di Forza Italia all’hotel Baia dei Mulini, ore 19.00, ieri un attacco frontale al deputato Stefano Pellegrino, che non avrebbe sul territorio costruito nulla. Pellegrino ha un grande ed unico difetto: gioca in squadra e fa toccare palla, non ha manie di egocentrismo né smanie di eccessiva visibilità. E’ per questo già un catalizzatore di attenzione e non solo partitica ma umana. Questo, se ne facciano una ragione tutti, è un valore umano.
La sorpresa di questa campagna elettorale sarà Anna Garuccio, che ha tenuto negli anni la sua coerenza come guida e che non ha ascoltato le sirene del ritiro per trovare miglior collocazione. Sta rischiando, certo, ma senza rinunciare alla sua identità e questo è già un modo di fare buona politica.
Giacomo Tranchida si è blindato, dieci liste sono una sorta di gratta e vinci, se qualcuno non dovesse produrre nulla gli altri sono all’incasso.
Sta affrontando questa campagna elettorale in maniera diversa rispetto al 2018, c’è più cautela e meno arroganza, c’è da tenere unito un territorio che non è proprio contento dei 5 anni di amministrazione.
Mancano 14 giorni al 26 maggio, giorno di chiusura di campagna elettorale, poi il 28 e 29 si apriranno le urne.
Comunque andrà cambieranno, ed è questa l’unica cosa certa, gli equilibri in città e poi dentro il PD.
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