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05/11/2023 16:00:00

Sanità, un diritto negato

Sanità. È il sistema attraverso il quale viene esercitato un diritto fondamentale della nostra esistenza, la salute. È un bene ritenuto naturale da un padre del liberalismo John Locke e contemplato in quello alla vita, insieme ad altri tre, sicurezza, libertà e proprietà, irrinunciabili per l'autoconservazione e per ottenere la felicità.

La nazione italiana lo salvaguarda con l'articolo 32 della Costituzione che al primo comma afferma: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Per rendere effettivo questa prerogativa nel 1978 fu creato il Servizio Sanitario Nazionale con la legge n.833 e le caratteristiche sono l'universalità, l'uguaglianza e l'equità. Quindi sia Giovanni Ferrero,Fedez o uno degli oltre 5,6 milioni di individui in povertà assoluta-fonte Istat-, hanno l'identica assistenza. Ebbene nonostante i 130 miliardi di € spesi nel 2022, il diritto sempre più spesso è diventato una chimera perché non è possibile attendere 12 mesi per una Tac al capo o 180 giorni per una risonanza magnetica, in disattesa del Piano nazionale di governo delle liste di attesa-PNGLA-che prevede:per le prestazioni di specialistica ambulatoriale:
Classe U -Urgente-, prestazioni da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore;
Classe B -Breve-, prestazioni da eseguire entro 10 giorni;
Classe D -Differibile-, prestazioni da eseguire entro 30 giorni per le visite / entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;
Classe P -Programmata-, prestazioni da eseguire entro 120gg. La manovra finanziaria del prossimo anno stabilisce che il Fabbisogno Sanitario Nazionale viene incrementato di 3 miliardi per il 2024, 4 miliardi per il 2025 e 4,2 miliardi per il 2026. Di conseguenza il FSN sale a 134 miliardi per il 2024, 135,3 miliardi per il 2025 e 135,5 miliardi per il 2026 .Per il 2024 la fondazione GIMBE afferma che il Governo ha soddisfatto quasi interamente le richieste delle Regioni e del Ministro Schillaci che chiedevano un aumento di 4 miliardi.Ne sono destinati ai rinnovi contrattuali 2022/24 del personale dipendente e convenzionato 2,4, lasciando ben poche risorse per le altre priorità.Quindi un graduale rilancio del finanziamento pubblico è assente perché nel 2025 e nel '26 gli aumenti non copriranno nemmeno quelli legati all’inflazione. La Sanità pubblica un diritto che diventa sempre più negato.

Vittorio Alfieri 



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