Il meeting di Forza Italia in Sicilia. "Il partito non è un taxi..."
Forza Italia c’è, esiste e punta al 10% siciliano per le elezioni europee del prossimo giugno.
A Taormina i big del partito sono stati ad Etna 23, il governatore Renato Schifani ha avuto parole di apprezzamento per Antonio Tajani: “Mi sento garantito da te perché sai realizzare le tue battaglie con garbo e fermezza. E i siciliani te ne sono grati e si vedrà col voto che ti sarà attribuito, spero in modo plebiscitario, per la segreteria nazionale”.
Schifani è chiaro anche con gli alleati di governo, qualche giorno prima infatti l’MPA di Raffaele Lombardo aveva avuto qualcosa da ridire sulla gestione degli assessorati, l’occasione è stata buona per puntellare la posizione e il presidente lo ha detto chiaro: “Non tollererò che forze politiche che stanno in maggioranza facciano interventi pubblici contro il governo Schifani, se lo faranno si metteranno fuori: lo dico con chiarezza. Questo lo sappiano tutti i partiti della maggioranza, non ci saranno ribaltoni o ribaltini”.
Non si poteva non guardare alle elezioni europee, ci sono grandi manovre alcuni esponenti azzurri hanno chiarito che il partito non è un taxi o un hotel ad ore, il riferimento è alla eventuale alleanza con la DC di Totò Cuffaro. Una convergenza che non è ben vista da una fronda del partito, che è pronto nel frattempo a schierare in campo il palermitano Edy Tamajo e il catanese Marco Falcone, due assessori regionali e due incassatori di preferenze.
Una cosa certa c’è, lo ha dichiarato Maurizio Gasparri, niente simboli di altri partiti accostati a Forza Italia: “Alle Europee ci presentiamo come Forza Italia- Ppe Berlusconi, non cambieremo simbolo, non faremo aggiunte”.
Stessa posizione espressa da Licia Ronzulli: “Non dobbiamo pensare di fare eleggere l’amico dell’amico, così ci chiudiamo da soli”.
Pure Marco Falcone rilancia: “Qualcuno pensava che Forza Italia sarebbe andata incontro ad un periodo buio e suggeriva persino altri scenari e alleanze improbabili. E invece oggi è più forte che mai”.
Cuffaro ha risposto a quanti, azzurri, pensino alla DC come una forza unicamente regionalista: “Siamo un partito nazionale, la Dc in Sicilia è certamente, ormai, una forza affermata e ringrazia il presidente Schifani per la sua sensibilità e il suo intuito politico nell'averci invitato a fare la lista insieme per le elezioni europee. Ci sembra, però, di cogliere malumori e qualche preoccupazione da una parte della classe dirigente di FI siciliana”.
Tutti sulla stessa linea i forzisti, anche quelli siciliani, a cominciare dal coordinatore regionale Marcello Caruso: "Non siamo un partito chiuso, siamo un partito che ascolta. Ma non siamo un autobus, non accoglieremo chi pensa di potere salire e scendere senza suonare il campanello”.
A chiusura le dichiarazioni del leader nazionale, Tajani: “Non siamo né un taxi né un albergo a ore. Chi vuole venire viene e costruisce con noi la nostra dimora, che deve essere la dimora degli italiani”.
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