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12/12/2023 09:16:00

Marsala, stalking tra ragazzi. La Procura decide: braccialetto per entrambi

Nei giorni in cui a Marsala monta la polemica sul ruolo delle istituzioni nel contrasto alla violenza delle donne (polemica nata in seno ad un evento al teatro comunale del 23 Novembre scorso, e che ha portato a divisioni all'interno della Commissione Pari Opportunità), dalla Procura di Marsala arriva la notizia di una storia particolare, con una soluzione inedita scelta dai magistrati.

La storia l'abbiamo raccontata qualche giorno fa su Tp24: le misure antistalking prese dalla polizia nei confronti di un ragazzo di 22 anni, commesso in un supermercato, che perseguitava in maniera maniacale la sua fidanzata di 16 anni. La spiava, la minacciava, l'insultava. L'avrebbe istigata al suicidio, e per l'ansia, una volta, la ragazza è finita pure in ospedale. Non poteva uscire con le amiche, né con la madre. Se andava a scuola a piedi, doveva farlo in videocollegamento con lui per mostrare che non si fermava a parlare con nessuno. 

Il retroscena è che tutto parte dalla denuncia della madre. E' stata lei, disperata, a rivolgersi alla polizia, e dunque alla Procura. La giovane, anzi, cercava di ridimensionare, e di negare tutto, anche di fronte alle testimonianze della dirigente della scuola, e all'evidenza delle chat dei telefoni dei due ragazzi. 

La risposta della Procura è singolare: braccialetto elettronico per lui, come detto, ma, attenzione, braccialetto elettronico anche per lei.  In ques'ultimo caso,  quasi come una forma di protezione, forse una decisione mai adottata prima in Italia: il braccialetto elettronico che diventa uno strumento di allerta per una persona che non sa difendersi da sola. 

«Una situazione molto delicata ma davanti al grande senso di responsabilità di questa madre, venuta a denunciare contro la volontà di sua figlia, ci siamo assunti la grande responsabilità di entrare a gamba tesa nella vita privata di questi ragazzi. Una madre che denuncia, la figlia che nega. Ci siamo interrogati con i colleghi se e come interv enire, ma i riscontri trovati a scuola e nel cellulare della ragazza erano consistenti. Non sappiamo come sarebbe finita questa storia se non lo avessimo fatto – dice a Repubblica il procuratore di Marsala Fernando Asaro – Ma da padre, da cittadino, da magistrato, toccato profondamente come tutti dalla tragedia di Giulia Cecchettin, ritengo che sia ineludibile cogliere qualsiasi segnale e intervenire prima che sia troppo tardi”.

Nel provvedimento il Pm Roberto Piscitello parla di forme di stalking  “tanto subdole e striscianti da non essere riconosciute nemmeno dalla persona offesa che però è una minorenne. E proprio a causa della sua minore età non è in grado di percepire il pericolo che corre nel rapporto sentimentale instaurato. Ma proprio la norma di legge che incrimina gli atti persecutori mette in evidenza come sia doveroso procedere anche in assenza di querela e contro la volontà della persona offesa”. 



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