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06/06/2024 06:00:00

Verso il voto: il tutti contro tutti di Castelvetrano

Che voto è quello di Castelvetrano, nell'anno zero del dopo Messina Denaro? Al di là dei servizi degli inviati dei giornali, che vengono qui a vedere quello che accade, neanche fosse il primo voto libero di qualche ex dittatura sudamericana, la campagna elettorale di Castelvetrano racconta, in questi giorni, lo stesso contesto di mediocrità, inciuci, trattative nell'ombra delle altre città al voto. Con la differenza che, mentre nella vicina Mazara si respira aria di "grandeur", tutti annunciano rivoluzioni e il clima è pirotecnico, qua è tutto sopito, invece, quasi ci si vergogna. Eppure c'è, in pratica un candidato al consiglio comunale in ogni cortile. 

Lo spettacolo che sta fornendo la politica castelvetranese è tra i più deludenti e pietosi, per contenuti ed idee, che la storia ricordi, e non tanto per le candidature a Sindaco nella città belicina (ben sette) ma per lo spettacolo che hanno offerto alcuni attori politici prima e durante la campagna  elettorale in corso. 

L’eccesso di contare circa 250 candidati al consiglio comunale, molti dei quali non distinguono la differenza tra una delibera di consiglio comunale e  una di giunta municipale, o che hanno difficoltà evidente ad esprimersi in un italiano corretto, è la spia del disagio. E poi c'è il protagonismo e l’ambizione di molti dei candidati a sindaco, che, piuttosto di trovare una sintesi condivisa con altre forze politiche, hanno preferito andare da soli.

Sembra in salita la strada per la conferma  dell’attuale Sindaco Enzo Alfano, che in un primo momento era dato quanto meno tra i papabili vincitori. Oggi è appoggiato da uno residuo gruppo dei Cinque Stelle  che cinque anni fa portarono alla sua vittoria. Molti sono fuoriusciti nel corso della consiliatura, tra cui il suo ex vice sindaco Biagio Virzì, oggi candidato consigliere nella lista del PD a sostegno di Marco Campagna. Alfano paga lo scotto di non aver portato chissà quali risultati amministrativi eclatanti e la città appare,  da chi lo critica, molto trascurata. Alfano, dal canto suo,  addebita lo stallo di Castelvetrano alle passate amministrazioni e al dissesto economico ereditato, che rendono impossibile ogni manovra e rivendica l'orgoglio di essere stato il Sindaco che ha portato Castelvetrano alla "normalità". 

Candidatura di bandiera appare quella dell’ultimo candidato in ordine di tempo, Maurizio Abate, che durante il confronto tra i sette candidati di qualche giorno fa all’Area 14 ha, in maniera singolare, ringraziato addirittura il magistrato Nino Di Matteo, che sarebbe, a suo dire, il faro delle elezioni comunali in corso. Maurizio Abate è lo stesso che è stato condannato da Tribunale di Marsala per aver diffamato Giuseppe Cimarosa. In quell’anno Abate, era il 2017, in un post su Facebook, aveva scritto che Giuseppe Cimarosa (figlio del collaboratore di giustizia Lorenzo, morto dopo una lunga malattia nello stesso anno) rappresentava “la vecchia mafia pentita del nostro territorio”.

La candidatura a Sindaco di Salvatore Ficili è espressione del partito di Cateno De Luca, Sud Chiama Nord. Ficili, ex grillino, perse le primarie contro Alfano nel 2019. Fu anche designato assessore nella compagine del candidato a Sindaco Luciano Perricone, prima che la Procura di Trapani irrompesse nella campagna elettorale con gli arresti dell'operazione Artemisia tra i quali quelli dell’ex onorevole regionale Giovanni Lo Sciuto e dell’ex Sindaco Felice Errante. Oggi è ancora in corso il processo a Trapani di primo grado. Tra i candidati al consiglio comunale nelle liste di Ficili emerge un altro ex grillino, Paolo Scaglione, figlio di Antonino Scaglione finito tempo addietro sotto processo per la bancarotta dell’oasi di Selinunte conclusosi con una sentenza di prescrizione. Fu proprio quel processo a scatenare le polemiche di quella campagna elettorale.

Altro outsider è il farmacista selinuntino Salvino Gancitano che attrae gran parte del suo consenso proprio dal “popolo” selinuntino per il quale si spende giornalmente. Lo sostiene una lista civica,  “La svolta per la rinascita”. Al suo fianco Giovanni Impallari ex consigliere comunale di Forza Italia proprio a Castelvetrano. Gancitano finì qualche anno fa sotto processo al Tribunale di Marsala per esercizio abusivo della professione veterinaria e detenzione di farmaci imperfetti per la commercializzazione. Il processo scaturì dal servizio televisivo del programma “Striscia la notizia” del novembre 2014. Gancitano fu assolto dalle accuse con formula piena.

Infine ci sono i tre candidati a Sindaco che si contendono, secondo i più, il ballottaggio, e sui cui ci soffermeremo.

Il primo è Marco Campagna sostenuto dalla sinistra storica castelvetranese e dal PD. Campagna è stato consigliere provinciale del PD quando ancora esistevano le province. Fino all’ultimo ha tentato di essere il candidato di una coalizione più ampia che comprendesse anche Movimento Cinque Stelle, senza Alfano,  e Sud Chiama Nord. Troppe prime donne per pochi ruoli, e allora i tre partiti hanno corso con tre candidati sindaci diversi. Campagna si presenta come il volto giovane che contrasta il sistema di chi ha governato precedentemente la città. Ma lui stesso nel 2014 ricoprì la carica di Vice Sindaco con l’allora sindaco Felice Errante di Futuro e Libertà e con l’UDC dello scomparso Gianni Pompeo. Marco Campagna si dimise da Vice Sindaco e passò all’opposizione a seguito dell’apertura di Errante all’ex competitor Giovanni Lo Sciuto.

Giovanni Lentini è il candidato favorito alla poltrona di Sindaco di Castelvetrano, sostenuto dai partiti di centrodestra e da liste civiche. In verità la candidatura sembra sia partita da liste civiche e i partiti di centrodestra si sono accodati successivamente,  e di questo c’è prova tangibile perché sono gli stessi elementi impazziti del centro destra ad essere spaccati all’interno, su tutti Forza Italia e la Dc di Cuffaro, che fa entra ed esci (ha un assessora, Rosalia Ventimiglia, ma non presenta ufficialmente il suo simbolo).  Tra l'altro Lentini non propriamente è un uomo di destra. Ha estrazioni socialiste e in passato è stato anche iscritto al PD. Dagli archivi, i suoi avversari hanno ripescato una condanna, del 2013, della Corte dei Conti, per l'eccessiva lunghezza, 27 anni, di una procedura fallimentare.

Prima dell’ufficializzazione della sua candidatura dialogava anche con Obiettivo Città, la lista civica dell’ex candidato sindaco Calogero Martire, sconfitto nel 2019 dall’attuale Sindaco Alfano. Martire era certo che la candidatura di Lentini non avrebbe preso piede e fino all’ultimo ha spinto per una sua candidatura appoggiata dall’ex onorevole Eleonora Lo Curto. Quando, però, tutto il centrodestra e le liste civiche hanno scelto di candidare Lentini, è stato lo stesso Calogero Martire ad arrendersi e cercare di presentare una lista a sostegno proprio di Lentini. Quest’ultimo però ha deciso, insieme ai suoi fedelissimi, di rifiutare l’appoggio di Martire.

Gli avversari ritengono che uno dei grandi registi della candidatura di Lentini - pur non avendo ruoli ufficiali - sia Luciano Perricone, uno dei soggetti coinvolti sempre nell'operazione "Artemisia". Per Lentini pare voti pure Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale, arrestato nel 2019 ed oggi sotto processo, famoso anche per una sua foto da giovane con Matteo Messina Denaro. E' lo stesso Lentini a dirlo al Fatto Quotidiano: "Dice che voterà per me, ma questo non mi influenza in alcun modo". 

Salvatore Stuppia è infine l’ultimo candidato a Sindaco della città di Castelvetrano, noto dermatologo, massone fiero e dichiarato, un tempo vicino a Giuseppe detto Pino Giammarinaro di Salemi – destinatario di una misura di prevenzione penale patrimoniale e personale - ex assessore provinciale in quota “Biancofiore”,  movimento proprio di Giammarinaro. Stuppia rappresenta il candidato proprio di Martire e nasce il giorno dopo il “no” ricevuto da Lentini. È appoggiato da tre liste civiche e ha indicato come assessore Nicola Li Causi figlio dell’ex sindaco di Castelvetrano Vito, patron del centro riabilitativo Vanico. Li Causi oggi gestisce una propria struttura medica denominata Multimedical, è stato candidato alle regionali con Forza Italia ottenendo circa 770 voti. Anche lui è un fuoriuscito da Forza Italia. Tra gli assessori designati, come "tecnico", anche Giacomo Bonagiuso, regista e drammaturgo.



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