Anna Grassellino ritira il Premio Bellisario e viene ricevuta dal Presidente Mattarella
La scienziata marsalese Anna Grassellino ha ricevuto il Premio Marisa Bellisario 2024, uno dei riconoscimenti italiani più importanti dedicati alle donne che si sono distinte nella professione, nella ricerca, nelle istituzioni, nell’economia e nella società.
Grassellino è stata premiata nella categoria internazionale. La Fondazione Marisa Bellisario la presenta come “mente italiana” alla guida del Centro SQMS, Superconducting Quantum Materials and Systems, del Fermilab di Chicago.
Prima della cerimonia, le premiate sono state ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla presidente della Fondazione, Lella Golfo. La consegna del premio si è poi svolta a Roma, nella cornice del Parco archeologico del Colosseo, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha consegnato il riconoscimento alla ricercatrice.
È un premio che parla anche a Marsala. Perché Anna Grassellino, partita dalla Sicilia e oggi protagonista della ricerca internazionale negli Stati Uniti, rappresenta una storia di talento, studio e determinazione capace di superare confini geografici e culturali.
Il suo lavoro si sviluppa in uno dei settori più avanzati della fisica contemporanea: le tecnologie superconduttive e i sistemi quantistici. Fermilab ricorda che Grassellino è senior scientist del laboratorio e direttrice del Centro SQMS, impegnato nello sviluppo di materiali e tecnologie per il calcolo quantistico, i sensori quantistici e la ricerca fondamentale sulle particelle.
La motivazione del Premio Bellisario ha sottolineato “lo straordinario talento, la determinazione e il coraggio” che le hanno permesso di raggiungere una leadership internazionale nella ricerca e nelle tecnologie destinate ad aprire nuovi orizzonti scientifici.
Non si tratta soltanto di un riconoscimento individuale. Il percorso di Grassellino ha un valore simbolico forte, soprattutto per le ragazze che oggi si avvicinano alle discipline scientifiche e tecnologiche.
La stessa scienziata, dopo il premio, ha espresso l’auspicio di poter essere un modello per le giovani donne che desiderano intraprendere una carriera nelle STEM, le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.
È un passaggio importante. Ancora oggi, in molti percorsi scientifici di alto livello, la presenza femminile resta minoritaria. Per questo storie come quella di Anna Grassellino servono a rompere un’immagine ristretta della scienza, troppo spesso raccontata come territorio maschile.
Il Premio Marisa Bellisario, nato nel 1989 in memoria della manager che fu tra le prime donne italiane a ricoprire ruoli di vertice nell’industria, premia ogni anno personalità femminili capaci di segnare il proprio campo di lavoro. Nel 2024, accanto a Grassellino, sono state premiate donne del mondo dell’impresa, della magistratura, dell’informazione, dello spettacolo, dello sport e delle istituzioni.
La “Mela d’Oro” consegnata alla ricercatrice marsalese riconosce un percorso già segnato da risultati di rilievo internazionale. Grassellino lavora da anni al Fermilab, uno dei centri più importanti al mondo per la fisica delle particelle. Il suo contributo riguarda in particolare le cavità a radiofrequenza superconduttive, componenti fondamentali per gli acceleratori di particelle e oggi anche per lo sviluppo di nuove tecnologie quantistiche.
È un campo difficile da raccontare, perché lontano dall’esperienza quotidiana. Ma le sue ricadute sono centrali per il futuro della ricerca: acceleratori più efficienti, strumenti più sensibili, tecnologie capaci di aprire nuove domande sulla materia, l’energia e l’universo.
Il riconoscimento ricevuto a Roma dice anche qualcosa sul rapporto tra Sicilia e ricerca. Troppo spesso il racconto dell’Isola insiste solo sulle partenze, sulla fuga dei cervelli, sulla difficoltà di trattenere competenze. La storia di Grassellino conferma che partire può essere necessario per trovare spazi di crescita, ma mostra anche come un’origine possa restare parte di un’identità professionale e personale.
Marsala vede così una sua figlia entrare in una lista di eccellenze femminili riconosciute a livello nazionale e internazionale. Non per appartenenza territoriale, ma per merito scientifico.
Il valore più profondo del premio sta forse qui: mostrare alle nuove generazioni che la scienza non è un mondo distante, riservato a pochi o collocato altrove. Può cominciare anche da una città di provincia, da una scuola, da una scelta universitaria, da una passione coltivata con rigore.
La dedica ideale alle ragazze chiamate a scegliere il proprio futuro non è un dettaglio emotivo. È il cuore civile di questo riconoscimento. Ogni modello femminile nella ricerca apre una possibilità in più. Dice che si può entrare in laboratori internazionali, guidare centri complessi, lavorare sulle tecnologie del futuro e restare, allo stesso tempo, parte di una storia che nasce in Sicilia.
Anna Grassellino porta così Marsala dentro una geografia scientifica globale. E ricorda che il talento ha bisogno di occasioni, studio, coraggio e fiducia. Anche per questo il Premio Bellisario non celebra solo una carriera: indica una strada.
Ines D’Orazio
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