×
 
 
17/06/2024 20:33:00

Il borgo marinaro di Punta Longa approda al Pigneto Film Festival con il documentario "A Fridda"

Il borgo marinaro di Punta Longa, a Favignana, arriva sullo schermo con la forza discreta delle storie che rischiano di perdersi. Il documentario “A Fridda – Storia del Borgo Marinaro di Punta Longa”, diretto dalla fotografa e regista Fulvia Bernacca e prodotto dall’Associazione Culturale Borgo Marinaro di Punta Longa, è stato presentato al Pigneto Film Festival di Roma, rassegna cinematografica giunta alla sua ottava edizione.

Il film è un racconto intimo di uno dei luoghi più identitari dell’isola. Girato tra inverno e primavera, osserva Punta Longa fuori dalla stagione turistica, quando il borgo torna alla sua dimensione più autentica: le barche, i pescatori, le famiglie, i gesti del lavoro, il tempo regolato dal mare.

Non è un documentario costruito sulla nostalgia facile. È piuttosto un atto di conservazione della memoria. Attraverso volti, parole, suoni e immagini, Bernacca prova a restituire una comunità che vive in equilibrio fragile tra tradizione, trasformazioni del turismo e necessità di tutela.

La scheda dell’autrice indica “A Fridda” come un lavoro dedicato al Borgo Marinaro di Punta Longa, perché possa continuare a vivere per le generazioni future mantenendo memoria e autenticità. Fotografia, riprese e montaggio sono firmati dalla stessa Fulvia Bernacca; le musiche sono di Salvatore Aleo e Peppe Santamaria.

Dietro il film c’è anche una storia civile. L’Associazione Culturale Borgo Marinaro di Punta Longa è nata nel 2021, dopo le richieste di concessione demaniale da parte di privati interessati a trasformare una delle zone dell’isola rimaste più lontane dall’afflusso turistico. Gli abitanti e i sostenitori del borgo si sono organizzati per difendere l’identità del luogo e chiederne direttamente la tutela.

È in questo contesto che il documentario assume un valore particolare. Non racconta soltanto un borgo pittoresco, ma un presidio di memoria e di resistenza. Punta Longa non viene trattata come cartolina da consumare, ma come spazio abitato, luogo di lavoro e di relazioni, parte della storia profonda di Favignana.

Il passaggio al Pigneto Film Festival ha dato al film una vetrina nazionale. La proiezione romana ha permesso di portare fuori dall’isola una vicenda molto locale, mostrando come la tutela di un piccolo borgo marinaro possa parlare a territori diversi, tutti attraversati dallo stesso interrogativo: come proteggere i luoghi autentici senza immobilizzarli?

“A Fridda” ha poi proseguito il suo percorso nelle Egadi. Il Comune di Favignana ha confermato la proiezione del documentario nella prima giornata del Marettimo Italian Film Fest, insieme a “L’Erba di Poseidone”. Un approdo naturale per un’opera che nasce dal mare e torna al pubblico delle isole.

La forza del documentario sta nello sguardo. Fulvia Bernacca viene dalla fotografia e si vede nella cura delle immagini. Il borgo non è raccontato attraverso effetti o enfasi, ma attraverso dettagli: la luce invernale, le mani, le reti, i volti, le barche, i silenzi.

Sono elementi che costruiscono un archivio visivo della vita quotidiana. E proprio la quotidianità, spesso, è la parte più fragile del patrimonio. Si pensa di dover salvare monumenti, edifici, paesaggi. Ma anche i gesti, le parole, i mestieri e le abitudini hanno bisogno di essere riconosciuti prima di scomparire.

Il presidente dell’associazione, Salvatore Siino, ha espresso soddisfazione per l’accoglienza ricevuta dal documentario, definendola una conferma della strada intrapresa per la tutela del borgo. Una tutela che non passa solo dalle battaglie amministrative, ma anche dalla capacità di raccontare ciò che si vuole proteggere.

Punta Longa è un luogo piccolo, ma dentro conserva una parte dell’anima marinara di Favignana. Non quella più esposta alle immagini turistiche, ma quella fatta di lavoro, appartenenza e memoria condivisa.

Il cinema, in questo caso, diventa uno strumento di comunità. Permette di fissare un tempo, di dare voce agli abitanti, di spiegare perché un borgo non sia soltanto un insieme di case e barche, ma un patrimonio culturale vivo.

Dopo Roma e Marettimo, “A Fridda” continuerà a essere presentato in rassegne e momenti pubblici legati al territorio. Tra gli appuntamenti ricordati dall’autrice figurano la proiezione a Favignana, nel Giardino del Sottosale, e la Festa del Borgo di Punta Longa.

Il percorso del film dimostra che anche una storia piccola può trovare ascolto quando viene raccontata con cura. Non servono grandi effetti per rendere visibile un luogo. Serve uno sguardo capace di rispettarlo.

“A Fridda” fa questo: guarda Punta Longa senza consumarla. E ricorda che la bellezza di un borgo marinaro non sta solo nel paesaggio, ma nelle persone che lo abitano, nei mestieri che resistono, nella memoria che una comunità decide di non lasciare andare.

Ines D’Orazio

A FRIDDA | Storia del Borgo Marinaro di Punta Longa | TRAILER from Fulvia Bernacca on Vimeo.