Siccità in Sicilia, in ginocchio i produttori di mandorle
La siccità sta mettendo in ginocchio i produttori di mandorle siciliani. La frutta secca ha subito una drastica riduzione del 50%, con gravi ripercussioni anche su altre colture come il grano. Le previsioni della Regione confermano danni stimati intorno ai 2,5 miliardi di euro per il settore agricolo, con scenari che potrebbero peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi.
Il direttore del Dipartimento regionale dell’agricoltura, Dario Cartabellotta, ha lanciato un allarme, allegando alla richiesta inviata il 18 giugno a Palazzo d'Orleans in direzione Bruxelles un rapporto che evidenzia come la crisi idrica abbia portato a una stima di perdita del 75% delle coltivazioni, in caso di improbabili piogge estive. Questo scenario tradotto in termini economici significa una perdita di almeno 2,5 miliardi di euro.
Salvatore Parrinello, produttore di grano e mandorle a Sommatino, ha sottolineato come la produzione sia calata di almeno il 50% rispetto all’anno scorso. "La frutta secca è destinata a un crollo, mentre per i cereali le previsioni non sono migliori", afferma Parrinello. L’annata si prospetta particolarmente difficile a causa della mancanza di piogge, che ha impedito agli alberi di accumulare l’acqua necessaria per sopravvivere alle alte temperature.
Le conseguenze della siccità non risparmiano nessuno. Molte piante sono a rischio di morire perché non riescono ad assorbire l’acqua necessaria dal suolo, particolarmente nei terreni argillosi. Questo problema si somma alle perdite già rilevanti degli alberi, con una stima di perdita che va dal 15 al 10% del patrimonio arboreo della regione.
Oltre ai produttori di mandorle, anche gli agricoltori che si occupano di altre colture stanno affrontando gravi difficoltà. Il danno complessivo per gli agricoltori siciliani è stimato intorno ai 329 milioni di euro. L’orticoltura, un altro settore colpito duramente, potrebbe registrare una perdita di 233 milioni di euro, mentre per la cerealicoltura e l’olivicoltura le perdite potrebbero ammontare rispettivamente a 215 e 140 milioni di euro.
La situazione ha portato molti agricoltori a considerare la possibilità di abbandonare la propria attività. Stefano Puglisi, agricoltore ragusano, ha dichiarato: "È un settore già in via di estinzione perché i giovani non vogliono più intraprendere questa strada. La crisi idrica sta solo accelerando un processo che era già in atto."
Gli agricoltori sono esausti e disillusi. Molti hanno iniziato a valutare la vendita delle proprie terre. La mancanza di prospettive di guadagno per il prossimo anno ha reso insostenibile continuare a investire in un settore sempre più incerto. La necessità di interventi concreti da parte delle istituzioni è ormai improrogabile per salvare l’agricoltura siciliana da una crisi senza precedenti.
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