I giornalisti "ricercati" in Russia
Ricercati. Non si tratta di pluriomicida, mafiosi, stupratori, pedofili o chiunque altro che minacci la società e il quieto vivere.
Ma bensì di sette giornalisti, accusati dalla Russia di essere entrati illegalmente nel proprio territorio al seguito delle truppe d'invasione ucraine nella regione di Kursk.
Sono, l'inviata della Rai Stefania Battistini, l'operatore sempre della tv pubblica Simone Traini, nella lista del ministero dell'Interno russo ci sono anche Simon Connolly di Deutsche Welle, Nick Walsh della Cnn e le giornaliste ucraine Natalia Nagornaya, Diana Butsko e Olesya Borovik, prevista una pena fino a 5 anni di reclusione.
L'ira del ministro degli esteri italiano Tajani non si è fatta attendere:"Ho fatto convocare alla Farnesina l'ambasciatore della Federazione russa in Italia per manifestare la nostra sorpresa a causa della singolare decisione di Mosca di inserire la giornalista Battistini nella lista dei ricercati diramata dal ministero dell'Interno Russo". Il 16 agosto l'ambasciatrice italiana in Russia, Cecilia Piccioni, era stata convocata presso il ministero degli Esteri russo e le era stata notificata la protesta ufficiale di Mosca per l'ingresso 'illegale" dei giornalisti della Rai nella regione di Kursk. Il giorno successivo con giudizio e a tutela dei dipendenti, l'amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, dopo le minacce di ritorsioni e di azioni penali contro i due giornalisti, aveva richiamato Battistini e Traini temporaneamente in Italia per garantire la loro sicurezza.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, senza nominarli, aveva affermato che la loro attività di giornalisti nella regione russa a seguito dell’esercito ucraino è una "prova del loro coinvolgimento diretto nell'attuazione di un'aggressione ibrida su larga scala contro la Russia".Per la portavoce del Cremlino non ci furono dubbi: "I resoconti dei media occidentali dalla regione di Kursk perseguono una serie di obiettivi, tra cui la protezione dei crimini di Kiev, la manipolazione dell'opinione pubblica e la creazione del contesto necessario per un ulteriore sostegno occidentale alle forze armate ucraine. Questi pseudo-reporter possono essere qualificati solo come traditori della professione che si sono abbassati a partecipare direttamente alla fabbricazione e diffusione della propaganda ucronazista". Al peggio non c'è mai fine anche lezioni di etica giornalistica.I giornalisti nei teatri di guerra raccontano l'orrore dei conflitti ,ritenerli responsabili penalmente "d'ingresso illegale" nel territorio russo e Ricercati è il paradosso e l'orrore della guerra. L'invasione dell'Ucraina o "ingresso illegale" citando Mosca come deve essere ritenuta?
Vittorio Alfieri
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