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18/07/2026 12:24:00

Marsala, tra sacchi a pelo e polemiche: “Il Comune non è una putìa”

Che le critiche alla classe politica, soprattutto italiana, e a chi governa a qualsiasi livello — dall’ente Comune, anche sotto la foglia di fico del civismo, fino all’esecutivo nazionale — non siano accettate ed eventualmente confutate, è risaputo finanche ai bambini dell’asilo nido. Per una persona strutturata per il ruolo che ricopre, il confronto, anche serrato, è una regola intrinseca. Ma d’altronde l’underdog di Palazzo Chigi, nella fattispecie, fa scuola: si relaziona solo con la stampa amica.

 

Mercoledì 15 luglio, alle 8.45, ci si recava a Palazzo VII Aprile per assistere alla seduta della 6^ commissione “Turismo, Sport, Politiche Culturali e Giovanili […]”, e si nota la presenza di una donna che dorme in un sacco a pelo. Un impiegato riferisce che la vicenda si protrae da un mese.

 

Nel frattempo arriva la consigliera Meo e le si chiede se ne fosse a conoscenza. La risposta è positiva, aggiungendo che le è stata proposta una soluzione, ma che la donna si è rifiutata. Si domanda alla signora se ha bisogno d’aiuto: non risponde e si allontana. La percezione è che la donna, innocua, sia in difficoltà psicologiche.

 

Arriva la sindaca: le si riporta l’accaduto. La risposta è “nuovamente”. A quel punto si chiede quali provvedimenti siano stati intrapresi e, poiché era presente Michele Gandolfo, responsabile del Centro di Salute Mentale, si domanda se il dipartimento da lui diretto fosse stato interpellato: “No”.

 

La Patti domanda il perché della mia “aggressività” e aggiunge che “siamo tutti allenatori di calcio”, senza aggiungere altro, ma l’accusa di saccenteria appare evidente.

Ebbene, incalzare non è sinonimo di aggredire. Non si è tuttologi — infatti non è stato dato alcun suggerimento — ma sono state poste solo domande.

 

Il narrato è solo un antipasto. Il fatto più significativo si consuma successivamente: l’oggetto all’ordine del giorno della commissione era il cartellone estivo. Quando la consigliera Licari suggerisce all’amministrazione di informare le contrade ai margini dell’urbe dell’opportunità di ottenere un patrocinio per attività ricreative, la risposta è alquanto lapidaria e sconcertante: “Il Comune non è una putìa, ci sono delle procedure e una burocrazia”.

 

Con buona pace dei “cento progetti per cento contrade”.

 

Precedentemente la sindaca aveva riferito del patrocinio comunale al festival “Jazz in Cantina”, a “A Scurata” e dell’avvio della manifestazione d’interesse per la rassegna cinematografica “Cinema sotto le stelle”, dimenticando però il patrocinio oneroso alla manifestazione “Piazza Ranne”.

È indubbio che la sindaca stia affrontando un’estate rovente e sulla programmazione estiva ha zero responsabilità, ma le proposte degli alleati, le domande e le critiche sono dinamiche fisiologiche della res publica.

 

Vittorio Alfieri