Sanità siciliana: la fuga dei pazienti. Spesi 289 milioni per le cure fuori regione
La Sicilia ha speso ben 289 milioni di euro per pagare altre regioni italiane per le cure prestate ai propri cittadini. Si tratta di un fenomeno noto come "migrazione sanitaria passiva", il cosiddetto "viaggio della speranza", che vede migliaia di siciliani recarsi in ospedali di altre regioni per ottenere cure adeguate.
Questa vera e propria "fuga di massa" sta creando una voragine nella spesa pubblica, con un aumento di 22 milioni rispetto all'anno precedente. E con l'autonomia differenziata alle porte, il rischio è che la situazione peggiori ulteriormente. Come evidenzia la Fondazione Gimbe, l'autonomia rischia infatti di amplificare le diseguaglianze tra Nord e Sud in ambito sanitario, aggravando le disparità nell'accesso al diritto costituzionale alla tutela della salute.
I partiti si interrogano sulle cause di questa spesa crescente, con le opposizioni, in particolare Pd e M5S, che chiedono spiegazioni sul perché così tanti siciliani siano costretti a curarsi altrove.
Il capogruppo Pd all’Ars, Michele Catanzaro, critica duramente il governo regionale:
"Il governo Schifani non è in grado di garantire ai cittadini il diritto alla salute. Al presidente sembra interessare più la distribuzione delle poltrone tra gli alleati che le reali esigenze dei siciliani. Chiediamo ancora una volta a Schifani di riferire in aula sui disastri della sanità siciliana."
Anche il capogruppo del M5S, Antonio De Luca, sottolinea la gravità della situazione:
"I numeri sono impietosi, e temo siano sottostimati. Molti siciliani, infatti, rinunciano del tutto a curarsi a causa della mancanza di risorse economiche. E tantissimi altri non riescono neppure a prenotare visite o esami nelle strutture pubbliche o convenzionate dell’isola."
Nemmeno la maggioranza rimane silente. Margherita La Rocca Ruvolo, di Forza Italia e membro della commissione Salute, critica duramente la gestione della sanità regionale:
"Questi dati certificano il fallimento della Sanità siciliana, nonostante le risorse ci siano. Chiedo all'assessore Giovanna Volo e al presidente Schifani: a che punto sono le liste d’attesa? E che fine hanno fatto i 515 milioni di euro destinati ai privati accreditati?" Infine, lancia una stoccata a Salvatore Iacolino: "La pianificazione strategica non la faccio io."
Da Roma, anche Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, chiede un'assunzione di responsabilità:
"Tutte le istituzioni, in particolare la Regione, devono prendere sul serio questo problema. Nei prossimi anni, il principale obiettivo della legislatura del presidente Schifani dovrà essere una drastica riduzione dei viaggi della speranza, con un impegno maggiore da parte dell’assessorato."
All'interno di Forza Italia, però, gli equilibri sono tutt'altro che stabili. Le dichiarazioni incrociate e i veti interni al partito indicano tensioni crescenti, che potrebbero esplodere nella prossima riunione, prevista per oggi.
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