Massimo Grillo verso Fratelli d'Italia: tensioni nel centrodestra a Marsala
Tra martedì e mercoledì è atteso l'ingresso ufficiale del sindaco di Marsala, Massimo Grillo, nel partito di Giorgia Meloni. Mentre l'annuncio sembra ormai questione di ore, all'interno di Fratelli d'Italia si stanno già consumando riunioni e nascono malumori. Non è certamente l'ingresso che renderà il partito più attrattivo in provincia di Trapani, anzi, rischia di rallentarne lo sviluppo.
La classe dirigente locale, però, non dovrebbe essere sorpresa: in Forza Italia, Grillo aveva trovato la strada sbarrata e aveva già consumato uno strappo interno per posizioni che ancora oggi non godono del pieno riconoscimento da Palermo. La porta aperta per Grillo era dunque quella di Fratelli d’Italia, partito già presente nella giunta comunale con due assessori, Ignazio Bilardello e Giusy Piccione. L'ingresso del sindaco, quindi, non dovrebbe stupire: FdI è già in giunta con simbolo alla mano.
Quando Grillo ruppe l’alleanza di centrodestra, si chiese a Fratelli d’Italia di ritirare i propri assessori per preservare l’unità della coalizione, ma il partito si oppose. Ora, però, si trova a dover gestire il problema in casa.
La sfida per Grillo sarà quella di riunire tutto il centrodestra, includendo persino la Lega, che nel 2020 non volle in coalizione. Dovrà farlo in tempi brevi, poiché il DL Enti Locali è in discussione all’ARS e potrebbe includere un emendamento che stabilisce elezioni comunali a scadenza naturale nell'ottobre 2025. Questo significa che a Marsala rimarrebbe poco più di un anno prima delle elezioni.
Il sindaco continua a sostenere di avere in giunta sia Fratelli d’Italia che Forza Italia, ma gli azzurri non ci sono ufficialmente. Gli unici esponenti forzisti in consiglio comunale sono Enzo Sturiano ed Elia Martinico. Nessun assessore in giunta ha la tessera o il riconoscimento formale del partito regionale, nonostante l’avallo del capogruppo all’ARS, Stefano Pellegrino. Ma le amministrazioni e le giunte non sono "salotti privati", e le regole di partito, come da statuto, devono essere rispettate.
In sostanza, ad oggi, l'unica sigla di partito presente in giunta è Fratelli d’Italia.
E la Democrazia Cristiana? A Palazzo VII Aprile ci sono due consiglieri, Gaspare Di Girolamo e Pino Ferrantelli, mentre il terzo, Walter Alagna, si oppone a Grillo ed è vice segretario provinciale. Potrebbero entrare in giunta? Forse, ma brucerebbero l’ultimo anno di mandato.
La Lega, con Eleonora Lo Curto e Mimmo Turano, ha già chiuso l’esperienza Grillo e guarda al futuro, mentre Forza Italia lavora a un’alternativa. Un anno fa, lo stesso Pellegrino affermava che l'appoggio a Grillo non prevedeva una sua ricandidatura, sollevando la domanda: perché sostenere un sindaco per poi rinnegarne l'operato?
L'MPA, partito di Nino Papania, sembra paralizzato dopo il suo arresto. Un partito strutturato e con una classe dirigente forte avrebbe rilasciato una dichiarazione ufficiale, ma al momento regna il silenzio.
La situazione politica è dunque molto più complessa di quanto sembri. Ricomporre i pezzi sembra quasi impossibile, soprattutto perché manca il tempo. Con l’arrivo dell’autunno, la campagna elettorale per le amministrative del 2025 prenderà il via, e con essa la corsa per formare liste e schierare candidati a sindaco.
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