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25/10/2024 09:22:00

Ierofanie a Segesta, il sacro passa da musica, danza e paesaggio

Il sacro non come rito distante, ma come esperienza che attraversa i luoghi, i corpi, la musica. È questa la traiettoria di “Ierofanie”, il festival che dopo la prima tappa al Parco archeologico di Naxos arriva a Segesta, dal 25 al 27 ottobre, con tre giorni di concerti e un laboratorio di danza.

Il Parco archeologico di Segesta diventa così la seconda scena del festival, giunto alla terza edizione e dedicato quest’anno al tema “De rerum natura”. Dopo gli appuntamenti ospitati a Naxos-Taormina dal 18 al 20 ottobre, il percorso si chiude nella provincia di Trapani, in uno dei siti più riconoscibili della Sicilia antica.

Il programma è costruito attorno a un’idea precisa: far dialogare i linguaggi contemporanei con la forza dei luoghi archeologici. Non una semplice rassegna musicale dentro una cornice monumentale, ma un tentativo di usare il paesaggio, il teatro e il tempio come parte viva della scena.

Gli spettacoli sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti. Gratuiti anche i laboratori, con prenotazione dove prevista.

 

“Ierofanie” è promosso dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, attraverso il Dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana. La direzione artistica è di Claudio Collovà, il coordinamento degli incontri culturali è di Fulvia Toscano, la produzione esecutiva e l’organizzazione sono curate da Francesco Panasci per Panastudio productions.

Il festival nasce da un’idea di Fulvia Toscano, condivisa con Claudio Collovà e Francesco Panasci. La scelta del titolo non è casuale: la ierofania indica la manifestazione del sacro. In questa edizione il tema viene declinato attraverso musica, danza, incontri e pratiche artistiche che ruotano intorno al rapporto tra uomo, natura e paesaggio.

A Segesta questo rapporto ha una forza immediata. Il tempio, il teatro, le colline e il silenzio del sito non fanno da sfondo neutro. Entrano nel programma, ne condizionano il ritmo, orientano l’ascolto.

 

Il primo appuntamento è venerdì 25 ottobre, alle 19.30, al Tempio di Segesta, con “Battiti e respiri”, concerto di Davide Campisi e Salvo Compagno.

Campisi sarà in scena con voce e tamburi; Compagno con voce, tamburi e percussioni. Il progetto nasce dall’incontro tra due percussionisti e dal dialogo tra i tamburi a cornice, la voce della tradizione popolare del Meridione e le sonorità del Sud del mondo.

Africa, India e Sudamerica entrano nel concerto non come citazioni decorative, ma come traiettorie sonore. Il risultato è un racconto fatto di ritmo, respiro, canto e memoria, in cui la percussione diventa strumento narrativo prima ancora che musicale.

Davide Campisi porta nel progetto una lunga ricerca sugli antichi cunti siciliani e sulle tradizioni musicali del Mediterraneo. Salvo Compagno, autore e percussionista degli Akkura, ha attraversato negli anni molte esperienze musicali, collaborando con artisti come Cesare Basile, Mario Incudine, Antonella Ruggiero, Fabrizio Cammarata e Simone Cristicchi.

Santamarea, il Mediterraneo della generazione Z

Sabato 26 ottobre, sempre alle 19.30 e sempre al Tempio di Segesta, il festival prosegue con i Santamarea e il concerto “Splendere”.

La band è formata da Stefano Gelardi, voce, piano e synth; Noemi Orlando, basso, synth e cori; Michele Gelardi, batteria, percussioni e cori; Francesco Gelardi, chitarra elettrica e cori.

I Santamarea arrivano da Carini, dalla costa palermitana. Il loro suono tiene insieme rock mediterraneo, post-rock, indie, ritmi tribali e una forte componente vocale. Sono tre fratelli, Stefano, Francesco e Michele Gelardi, e Noemi Orlando, definita la “sorella d’elezione” del gruppo.

La loro musica racconta un immaginario generazionale preciso: un pianeta che brucia, il mare come forza che trascina, la spiritualità che esce dai luoghi di culto e diventa esperienza collettiva, frammentata, fisica.

Ad aprile 2024 è uscito il singolo “Splendere”, accompagnato da una live session girata in un albergo abbandonato nelle Madonie. La band sta lavorando all’album d’esordio, previsto nel 2025.

Domenica il laboratorio di Barbara Lucarini

La giornata conclusiva, domenica 27 ottobre, comincia al mattino con il laboratorio “La danza del respiro”, condotto da Barbara Lucarini dalle 10 alle 13 nel Parco archeologico di Segesta.

Il laboratorio è aperto a chi vuole fare un’esperienza di movimento creativo e danza libera. Non è pensato soltanto per danzatori, ma per chi desidera lavorare sul corpo, sul respiro e sulla relazione con lo spazio naturale e architettonico del Parco.

Il respiro diventa il punto di partenza per espandere il corpo, renderlo una cassa di risonanza, ampliare i sensi e costruire danze estemporanee. Il paesaggio archeologico non viene attraversato come scenario, ma abitato come luogo di ascolto.

Per partecipare è necessario prenotare scrivendo a barbara.lucarini@gmail.com. Sono consigliati abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica.

Barbara Lucarini è danzatrice, danza terapeuta e psicoterapeuta. Da circa trent’anni insegna danza contemporanea, release technique e contact improvisation in contesti nazionali e internazionali. Ha insegnato a Roma in diverse scuole, tra cui lo IALS, il Duncan e l’Officina dell’Arte, e ha collaborato come danzaterapeuta con il Centro italiano solidarietà contro le dipendenze e con il Centro medicina solidale di Roma.

La chiusura con Angelo Sicurella

Il festival si chiude domenica 27 ottobre, alle 19.30, al Tempio di Segesta, con “Cigni tour” di Angelo Sicurella live band.

Sul palco ci saranno Angelo Sicurella, voce e sintetizzatori; Ornella Cerniglia, piano e sintetizzatori; Giorgio Giuseppe Bovì, batteria e drumpad; Francesco Incandela, violino ed effetti; Serena Cosentino, violino.

Il concerto attraversa i brani degli album “Orfani per desiderio”, “Yuki-O”, “Cigni” e propone anche materiale inedito. La forma è quella del live full band, con voce, strumenti analogici, pianoforte, sintetizzatori, batteria, drumpad e archi.

Sicurella lavora su un cantautorato elettronico e immersivo. Nei testi entrano le condizioni sociali e politiche del presente, il rifiuto della violenza, la critica a un sistema che impone modelli e la ricerca di una dimensione spirituale non separata dalla vita quotidiana.

È una chiusura coerente con il senso del festival: politico e sacro non come mondi lontani, ma come domande che riguardano il modo in cui si abita il presente.

Il programma

Venerdì 25 ottobre, alle 19.30, al Tempio di Segesta, Davide Campisi e Salvo Compagno aprono la tappa segestana con “Battiti e respiri”.

Sabato 26 ottobre, alle 19.30, sempre al Tempio, spazio ai Santamarea con “Splendere”.

Domenica 27 ottobre, dalle 10 alle 13, nel Parco archeologico, si tiene il laboratorio “La danza del respiro” con Barbara Lucarini. La sera, alle 19.30, il festival si conclude al Tempio con “Cigni tour” di Angelo Sicurella live band.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Anche i laboratori sono gratuiti. Per il laboratorio di danza è prevista la prenotazione all’indirizzo barbara.lucarini@gmail.com.

Per Segesta, “Ierofanie” è un appuntamento che conferma una direzione ormai chiara: usare i luoghi della storia non soltanto come spazi da visitare, ma come luoghi da attraversare con nuovi linguaggi. La cultura, quando funziona, fa questo: non aggiunge rumore ai monumenti, ma li rimette in ascolto.

 

Ines D'Orazio



Cultura | 2026-07-05 06:00:00
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