Ci sono mestieri che non si imparano soltanto con la tecnica, ma vivendo ogni giorno il mare, osservandone i ritmi e imparando a conoscere il legno in tutte le sue sfumature. Quello del maestro d'ascia è uno di questi. A Marsala questo mestiere ha il volto di Antonino Parrinello, conosciuto da tutti come "Pirrichino", uno degli ultimi maestri d'ascia ancora in attività in Sicilia e figura storica della cantieristica navale della Sicilia occidentale.
La storia del cantiere Parrinello affonda le proprie radici nel secondo dopoguerra, quando il padre Francesco, pure maestro d'ascia, diede vita a un'attività destinata a diventare negli anni un punto di riferimento per la marineria marsalese. E’ un patrimonio fatto di esperienza, sacrificio e competenze tramandate di generazione in generazione, senza interrompere quel filo che lega il passato al presente.
In inverno il rumore delle pialle si mescola all'odore del legno appena lavorato. Le mani raccontano una vita trascorsa a costruire e restaurare imbarcazioni, lo sguardo è quello di chi conosce il mare e le sue esigenze meglio di chiunque altro. Ogni giorno pescatori, armatori e diportisti continuano a varcare quel cancello per chiedere un consiglio, una riparazione o semplicemente il parere di un uomo che, con la sua esperienza, è diventato una certezza per l'intera marineria marsalese.
È una figura stimata non soltanto per la competenza professionale, ma anche per la disponibilità e il rapporto umano costruito in tanti anni di lavoro. Ma ciò che rende Antonino Parrinello una figura così apprezzata non è soltanto la sua competenza. È il rapporto umano costruito nel tempo con intere generazioni di pescatori. Per molti di loro il suo cantiere è sempre stato un porto sicuro, un luogo dove trovare ascolto prima ancora che assistenza tecnica. La sua disponibilità, la capacità di trovare una soluzione anche nelle situazioni più difficili e il rispetto conquistato sul campo lo hanno reso una figura autorevole, stimata ben oltre i confini della sua professione.
Il valore di un mestiere che rischia di scomparire
Essere maestro d'ascia significa possedere conoscenze che difficilmente possono essere sostituite dalla tecnologia. Significa saper scegliere le essenze del legno più adatte, progettare la struttura di un'imbarcazione, interpretarne le linee, restaurarla rispettandone l'identità e costruirla secondo tecniche che affondano le radici nella tradizione marinara mediterranea. Oggi queste competenze appartengono a un numero sempre più ristretto di artigiani e Antonino Parrinello rappresenta uno degli ultimi custodi di questo sapere.
Una storia che appartiene a Marsala
La storia di Parrinello coincide con quella di una parte importante della marineria marsalese. Dietro centinaia di imbarcazioni che hanno solcato il mare c'è il lavoro paziente di un uomo che ha scelto di dedicare l'intera esistenza a un mestiere antico, contribuendo alla crescita del comparto nautico locale e accompagnando generazioni di pescatori nel loro lavoro quotidiano. La sua presenza, ancora oggi operativa, racconta il valore di un uomo che non ha mai smesso di lavorare, di trasmettere esperienza e di essere un punto di riferimento.
È anche per questo che Antonino Parrinello è considerato uno dei volti più autorevoli e rispettati della tradizione marinara marsalese. Più che un imprenditore o un artigiano, Parrinello è un custode della memoria. Una storia di lavoro silenzioso che merita di essere raccontata, perché parla dell'identità stessa di una città profondamente legata al mare.