Sicilia. Schifani e Miccichè hanno fatto pace. Tensioni all'Ars
In politica mai dire mai, come dimostrano il presidente della Regione, Renato Schifani, e Gianfranco Miccichè, deputato regionale dell'MPA. I due non si parlavano da due anni, con dichiarazioni polemiche sui giornali, ma una riunione di maggioranza ha finalmente suggellato la pace. La riconciliazione è avvenuta a Palazzo dei Normanni, grazie anche alla mediazione del presidente dell'Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno. "Quando oggi ho visto Gianfranco Miccichè ci siamo salutati, poi d’istinto gli sono andato incontro, gli ho stretto la mano e ci siamo baciati. Sono davvero contento, non parlavamo da due anni. In politica ho imparato a dimenticare", ha dichiarato Schifani. Anche Miccichè ha confermato la riconciliazione e apprezzato il disegno di legge discusso in Aula.
Tensione in Aula durante la seduta di martedì pomeriggio, con l’espulsione del deputato Ismaele La Vardera nel corso della discussione sulle variazioni di bilancio. Dopo un richiamo formale, Galvagno ha espulso La Vardera per un attacco diretto e pesante a Schifani, accusandolo di moralismo sulla gestione dei fondi e insinuando che alcuni deputati di maggioranza avrebbero presentato emendamenti a favore di associazioni legate ai familiari degli stessi. Ha inoltre sollevato dubbi su un finanziamento a una società dove lavora il figlio di Schifani.
Galvagno ha interrotto La Vardera, affermando: "Lei non conosce le regole minime di un Parlamento, qui non siamo alle Iene. Lei non può fare la morale agli altri deputati, lei non può fare populismo. Ha utilizzato più tempo di quello che aveva a disposizione, adesso gentilmente si accomodi fuori dall’aula".
Successivamente, Galvagno ha aggiunto: "Non si possono accettare lezioni di moralità dall’onorevole Ismaele La Vardera, colui il quale stabilisce principi che per gli altri devono valere mentre per lui no: il reuccio mi sa che in questo caso è proprio lui. Ha sempre dichiarato di non voler mai cambiare le regole in corso d’opera, dispiace ricordare però che proprio lui ha chiesto che questo principio non valesse per lui. Ne è conferma il fatto che quando è stato eletto vice presidente della commissione regionale Antimafia, dimostrando così che anche lui è figlio degli accordi, abbiamo dovuto modificare il regolamento proprio per farlo rimanere vice presidente. Dispiace constatare ancora una volta che questo parlamentare utilizza il podio come telecamera televisiva".
Quattro minuti di diverbio che si sono conclusi con l'espulsione di La Vardera dall'Aula.
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