La morte di Margaret: i dubbi su una malformazione congenita al cuore
Margaret Spada è morta il 7 novembre in «un quadro di sofferenza acuta». Lo ha detto l’autopsia: prima un arresto cardiaco nello studio Procopio che l’ha portata al coma irreversibile, poi la morte in ospedale, al Sant’Eugenio, sempre per arresto cardiaco. Ed è proprio sul cuore che, dall’esame autoptico, sono emerse delle perplessità. Perché ci sarebbe una situazione macroscopica di dubbia natura che ha portato i medici a disporre - oltre agli esami che chiariranno il tipo di sostanze e le possibili reazioni che hanno fatto sentire male la 22enne a inizio operazione - un esame istologico per confermare o escludere una malformazione congenita a livello cardiaco.
L'origine dovrà essere ora accertata con gli esami tossicologici e istologici per capire cosa sia stato somministrato prima e dopo il malore. Gli esami autoptici si sono svolti presso l'istituto di medicina legale del Policlinico di Tor Vergata di Roma. Le indagini proseguono con il coordinamento del pm Erminio Amelio.
Sequestrato lo studio medico
È stato intanto convalidato dal Gip del tribunale di Roma, alla luce del rischio di "reiterazione di reato", il provvedimento di sequestro preventivo del centro medico coinvolto nell'inchiesta sulla morte di Margaret Spada. La procura di Roma ha anche acquisito il cellulare della ragazza deceduta, che sarà analizzato. Dalle prime indiscrezione sembra che la ragazza e il centro medico avessero preso accordi, la scorsa estate, attraverso messaggi e la ragazza avrebbe inviato - sempre tramite il telefono - l'elettrocardiogramma necessario per procedere all'operazione. Proseguono le indagini dei carabinieri del Nas, che dovranno effettuare un sopralluogo all'interno della struttura, anche per verificare se fossero presenti il defibrillatore o strumenti per intervenire in caso di shock anafilattico. Due medici, nell'inchiesta, sono indagati intanto per omicidio colposo.
E sulla vicenda arriva anche il commento del governatore della Regione Lazio "Gli uffici stanno terminando gli approfondimenti, ma posso dire che c'era stata una visita dei Nas, perché avevano rilevato la mancanza di autorizzazione nel 2008. Poi loro avevano fatto una richiesta nel 2009, però non potevano fare comunque attività operatorie, attività chirurgiche, o di piccola chirurgia. Quindi su questo non avevano e non hanno alcuna autorizzazione". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervistato a 'Diario del giorno' del Tg4, in merito al centro privato dove si era rivolta la giovane ventiduenne, Margaret Spada, per un intervento di rinoplastica. "Ora i Nas dovranno accertare se effettivamente c'e' stato questo tipo di attività - ha aggiunto - sicuramente è un fatto gravissimo"
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