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Un sospiro di sollievo attraversa Trapani: il restauro del Castello di Mare sull'Isola della Colombaia, finalmente, si fa realtà. I lavori inizieranno a febbraio, dopo il via libera della Commissione Tecnica Specialistica.
Una notizia accolta con entusiasmo dall'associazione "Salviamo la Colombaia", che da 23 anni si batte per il recupero di questo simbolo della città, e da tutti i trapanesi che lo vedono finalmente libero dalle sabbie mobili della burocrazia. Il progetto, finanziato con 27 milioni di euro dal Pnrr, si sviluppa in due blocchi distinti:
Blocco 1: demolizione e ricostruzione del capannone
La prima fase, la più delicata dal punto di vista ambientale, prevede la demolizione e ricostruzione del capannone che un tempo ospitava le torpedini. Questa struttura, realizzata durante la seconda guerra mondiale, rappresenta un elemento estraneo al contesto storico dell'isola e versa in condizioni di degrado. Abbatterla, però, non è semplice: l'intervento richiede la massima attenzione alla tutela della flora e della fauna, e un piano di smaltimento dei materiali sostenibile.
Una volta demolito, il capannone verrà ricostruito fedelmente, utilizzando tecniche e materiali rispettosi dell'ambiente. Al suo interno troveranno spazio locali da destinare ad attività commerciali, affidati tramite bando pubblico.
Blocco 2: il restauro del Castello di Mare
La seconda fase riguarda il restauro vero e proprio del Castello di Mare. Qui l'obiettivo è recuperare e valorizzare le strutture esistenti, trasformando il castello in un polo culturale di respiro internazionale. Sono previsti spazi per mostre, conferenze, attività didattiche, un centro di ricerca e servizi per i visitatori, come un ristorante e una foresteria.
Pur essendo più ampio in termini di superficie e di investimento economico, questo blocco presenta meno complessità burocratiche rispetto al primo, non richiedendo interventi di demolizione e ricostruzione.
La Colombaia: un'isola "nuova" nel segno della sostenibilità
L'intero progetto è stato pensato nel rispetto dell'ambiente. L'isola, infatti, ricade all'interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) "Saline di Trapani", un'area di grande valore naturalistico tutelata a livello europeo. Per questo, la Soprintendenza di Trapani, guidata da Mimma Fontana (contattata dalla nostra redazione, non ha rilasciato dichiarazioni in merito), ha dovuto seguire un iter autorizzativo complesso, che ha incluso la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA).
Tra le prescrizioni imposte dalla Commissione Tecnica Specialistica, figurano:
Rientrato il rischio di perdere i 27 milioni: ecco perché
Nessun intoppo burocratico per il restauro della Colombaia: i lavori partiranno a febbraio come previsto. La richiesta di un Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA), che avrebbe potuto causare ritardi e la perdita dei fondi del PNRR, è stata superata grazie alla completezza della documentazione presentata dalla Soprintendenza. Un sospiro di sollievo per Trapani e per il futuro di questo importante monumento.
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