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02/02/2025 06:00:00

  Mazara del Vallo e il gasdotto Transmed: un'infrastruttura senza impatti e senza compensazioni?

 È una delle infrastrutture energetiche più importanti d’Italia, e in futuro potrebbe avere un ruolo cruciale nel trasporto dell’idrogeno verde dal Nord Africa all’Europa. Eppure, per gli abitanti di Mazara del Vallo, il gasdotto Transmed – che dal 1983 porta il gas algerino in Sicilia – è un fantasma, privo di studi sugli impatti ambientali e senza compensazioni economiche per il territorio che lo ospita.

Un'opera strategica senza Valutazione d’Impatto Ambientale
Il gasdotto Transmed, costruito tra il 1978 e il 1983, è una delle infrastrutture energetiche più strategiche per l’Italia: trasporta circa un terzo del gas consumato nel Paese. Eppure, non è mai stato sottoposto a una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). All’epoca della costruzione non esistevano normative ambientali avanzate e, negli anni successivi, è sempre stato classificato come "opera strategica", esonerandolo da verifiche sugli effetti sul territorio.

A gestire il Transmed è la Transmediterranean Pipeline Company Ltd (Tmpc), una joint venture tra Eni e la compagnia algerina Sonatrach. Il gas arriva dalla stazione di prelievo di Hassi R’Mel (Algeria), attraversa la Tunisia fino al terminal di Capo Bon e poi, con cinque condotte sottomarine di 155 km ciascuna, raggiunge Mazara del Vallo.

L’impatto ambientale: erosione e biodiversità a rischio?
Il metanodotto approda a Capo Feto, una zona umida di grande valore ambientale, habitat di numerose specie animali e vegetali. Secondo l’associazione Pro Capo Feto, il passaggio del gasdotto avrebbe alterato l’ecosistema marino, allontanando alcune specie. Inoltre, il gasdotto sarebbe tra le cause dell’erosione della spiaggia di Tonnarella, ma mancano studi ufficiali che lo confermino.

Nel 2014, durante il rinnovo della concessione demaniale del gasdotto fino al 2039, erano state previste tre possibili misure di compensazione ambientale, tra cui il ripristino della morfologia costiera. Tuttavia, nessuna di queste misure è stata attuata.

Uno studio mai esistito?
Secondo Eni, gli impatti del gasdotto sarebbero stati esclusi da uno studio del 2019 commissionato all’Università di Padova. Tuttavia, l’ateneo ha smentito di aver prodotto tale ricerca. Si tratterebbe invece di un’analisi privata realizzata da consulenti esterni per conto della società Mariconsult, che rappresenta legalmente Tmpc in Italia.

Mazara chiede compensazioni: "Serve un fondo per la città"
A fronte degli enormi profitti generati dal gasdotto, Mazara del Vallo non ha mai ricevuto compensazioni economiche per ospitare una delle infrastrutture energetiche più importanti d’Europa. L’avvocato Fabrizio Hopps, consulente del Comune, ha stimato che la città potrebbe chiedere fino a 20 milioni di euro di compensazioni per finanziare progetti di sviluppo e tutela ambientale.

"Questo è il gasdotto più importante d’Italia, ma non contribuisce per niente allo sviluppo della città", denuncia Hopps.

Per ora, però, il Transmed resta un gigante invisibile: strategico per il Paese, ma senza impatti riconosciuti né benefici concreti per Mazara del Vallo.

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🔗 https://altreconomia.it/senza-impatti-e-senza-compensazioni-a-mazara-del-vallo-il-gasdotto-transmed-e-un-fantasma/



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