Il mistero di Giovanni Motisi. L'ultimo superlatitante morto in Colombia?
Giovanni Motisi, uno dei latitanti più ricercati d’Italia, potrebbe essere morto in una clinica di Cali, in Colombia, dove era ricoverato a causa di un cancro. La notizia, ancora in fase di verifica, è oggetto di accertamenti da parte dell’ambasciata italiana a Bogotà, che sta cercando di stabilire l’attendibilità dell’informazione. La notizia è stata data dal settimanale "Gente", e l'articolo non lascerebbe spazio a dubbi. Ma le autorità stanno appunto verificando.
Motisi, 66 anni, detto "U Pacchiuni", è stato un sicario di Totò Riina ed è ritenuto responsabile di alcuni degli omicidi più efferati della storia di Cosa Nostra. Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, avvenuto nel gennaio 2023, era diventato l’ultimo grande latitante della mafia siciliana ancora in fuga.
Ricercato dal 1998 per omicidio, dal 2001 per associazione mafiosa e dal 2002 nuovamente per omicidio, Motisi è stato condannato all’ergastolo per la strage del 6 agosto 1985, quando vennero assassinati il vicequestore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia, oltre che per l’omicidio di Antonino Puccio, uno dei mafiosi coinvolti nel complotto contro Totò Riina.
All’epoca, Motisi si presentava come un semplice pasticcere del "Baby Luna", ma era in realtà uno degli uomini di fiducia del capo dei capi. Tuttavia, nel 2002, venne destituito dalla reggenza del mandamento mafioso di Pagliarelli e da allora si persero le sue tracce. Alcune testimonianze lo collocavano in Francia, altre nella zona di Agrigento, dove avrebbe trovato protezione sotto l’ala del boss Giuseppe Falsone, arrestato nel 2010.
Se la notizia della sua morte venisse confermata, è probabile che Motisi sia entrato nella clinica colombiana sotto falso nome, come spesso accade per i latitanti di alto profilo. Lo scorso anno, le autorità italiane avevano diffuso un suo identikit aggiornato, realizzato con tecnologie avanzate di ricostruzione fisionomica, per tentare di individuarlo.
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