Ars, M5S contro la norma sul consigliere supplente e per una maggiore parità di genere nelle giunte
Il Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana si schiera contro la norma sul consigliere supplente, approvata in Commissione Affari Istituzionali, e chiede modifiche più incisive sulla parità di genere nelle giunte comunali. I deputati pentastellati annunciano battaglia in aula per correggere le storture di due provvedimenti ritenuti inadeguati alle reali necessità della Sicilia.
La norma sul consigliere supplente
Il M5S ha votato contro la proposta che prevede, nei Comuni con oltre 15 mila abitanti, la sostituzione temporanea dei consiglieri comunali nominati assessori con un supplente. Una scelta che i deputati Angelo Cambiano e Lidia Adorno contestano duramente:
“È evidente che sono queste, assieme all'inutile ponte e ai sorpassati e antieconomici inceneritori, le priorità del governo Schifani in un'isola dove manca l'acqua, si attendono per mesi i referti di importanti esami diagnostici e i rifiuti fanno bella mostra di sé ad ogni angolo delle nostre strade gruviera.”
Parità di genere: il M5S chiede di abbassare il limite a 3.000 abitanti
Altro tema al centro della discussione è la parità di genere nelle giunte comunali. La norma approvata in Commissione prevede l’obbligo del 40% di presenza femminile nei Comuni sopra i 3.500 abitanti, ma per il M5S non basta.
“Sulla parità di genere si deve andare oltre la norma approvata in commissione. Si abbassi il limite dei 3.500 abitanti e si applichi la norma nazionale che prevede il 40 per cento di donne nelle giunte dei Comuni superiori a 3.000 abitanti.”
I deputati Cambiano, Adorno e Roberta Schillaci hanno annunciato un emendamento per adeguare la Sicilia alla normativa nazionale, senza prevedere soglie più alte rispetto al resto del Paese.
“Non si capisce perché dovremmo avere un tetto più basso di quello previsto nel resto d'Italia. Per questo presenteremo in aula un emendamento in questa direzione. Le donne in giunta dovrebbero essere la normalità, senza bisogno di norme che forzino la mano in questo senso. Ma finché questo non avviene, ben vengano le imposizioni normative.”
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