Scandalo referti in ritardo. "All'Asp di Trapani i medici lavorano poco"
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Nella relazione inviata dagli ispettori regionali all’assessora alla Salute, Daniela Faraoni, e al Presidente della Regione, Renato Schifani, sulla situazione all'Asp di Trapani, che Tp24 sta seguendo da giorni, emerge chiaro un dato incontrovertibile: i medici di Anatomia Patologica, seppure sotto organico, hanno lavorato poco. Per gli ispettori “emerge un evidente sottodimensionamento dei carichi di lavoro”.
Responsabilità medica
Nella relazione si legge che tra le cause indicate dall’ASP di Trapani nel ritardo della refertazione “è la carenza di anatomopatologi nel reparto. Il numero insufficiente di specialisti Anatomo Patologi, unito al carico di lavoro elevato, ha reso difficoltoso garantire i tempi di refertazione previsti”.
Però gli ispettori precisano, con dati alla mano, che c’è pure una responsabilità medica: “Dalla SIAPEC (Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica) emerge che ogni dirigente medico anatomopatologo dovrebbe eseguire almeno 2.500 diagnosi l’anno. Da quanto pervenuto dall’Asp di Trapani si evince, di contro, che i Dirigenti Medici Anatomo Patologi, hanno eseguito -annualmente- un numero di diagnosi compreso tra circa n. 500 e n. 1700, sia nel 2023 che nel 2024, numero notevolmente inferiore rispetto al target fissato”.
Ispettori del Ministero
Arriveranno a Trapani per mettere in luce negligenze, errori, carenze gestionali. Lo faranno anche a Palermo. In un corto circuito di comunicazione tra le istituzioni ci sono persone che in questo momento stanno ricevendo la diagnosi di un cancro, quindi le terapie da affrontare. Nella relazione degli ispettori regionali si legge chiaro un’altra responsabilità che è pure etica e morale: “ritardi in questo ambito possono compromettere il trattamento tempestivo e la gestione ottimale dei pazienti”. Saranno gli ispettori del Ministero a fare ancora più luce in questo grande caos, che è stato sanitario e che oggi è diventato politico e di responsabilità da spostare da una parte all’altra del campo.
I provvedimenti del 2023
Maria Grazia Furnari, oggi al Policlinico di Palermo, è stata direttore sanitario a Trapani, nel 2023 aveva lanciato l’allarme. Lo dice la relazione degli ispettori regionali, al Gds conferma gli atti da lei stessa posti in essere: "A fine settembre del 2023 mi avevano detto che c’erano ritardi di 90 giorni nelle refertazioni. Ho quindi deciso di convocare un audit e nella convocazione ho inserito anche l’allora dirigente generale, Spera”. Per la Furnari si trattava non solo di carenza di personale ma pure di locali inadeguati, quindi proponeva l’accorpamento dei reparti, quello di Castelvetrano con quello di Trapani. Misura non adottata.
La guerra tra FDI e FI
I due partiti hanno armato il braccio, da una parte i forzisti, con a capo Giorgio Mulè, che chiedono che si paghi per le proprie responsabilità. Un segnale chiaro che consegni al cittadino e al paziente una rassicurazione e non la sfiducia che in questo momento campeggia in ogni ambito della sanità trapanese.
Dall’altra parte c’è Fratelli d’Italia che difende l’operato del neo manager Ferdinando Croce, che-dicono-ha fatto tutto quello che poteva fare per accelerare la refertazione e per mettere a conoscenza gli organi regionali dei gravi ritardi.
La posizione di Safina
Il deputato regionale del Partito democratico Dario Safina incalza i vertici dell’ASP di Trapani e quelli regionali ad assumersi responsabilità e li spinge alle dimissioni: “Le ispezioni hanno già evidenziato criticità gravissime: disfunzioni nella gestione, mancanza di verifiche e controlli, ritardi che hanno avuto conseguenze dirette sulla vita delle persone. C’erano relazioni, comunicazioni e richieste d’intervento ben precise, ma nessuno ha mosso un dito. E adesso, come se nulla fosse, si fa finta di non sapere, di non capire, di cadere dalle nuvole. La verità è che chi doveva vigilare ha fallito e la colpa ricade sull’intero sistema di governo regionale.La sanità pubblica non può essere gestita in questo modo, sulla pelle della gente – ribadisce Safina -. La situazione è talmente grave che oggi i siciliani si trovano davanti a un bivio: emigrare per curarsi o rassegnarsi al peggio. Questo non è accettabile. Se questa è l’idea di sanità che ha il governo Schifani, allora farebbero bene a dimettersi tutti. I cittadini siciliani, noi tutti, meritiamo di più”.
Per Safina le scuse non bastano, c’è bisogno di mettere fine alla “Scellerata lottizzazione politica che questo governo di centrodestra ha deciso di mettere in campo anche nella sanità. E non basta chiedere scusa alle oltre cento persone che, dopo mesi di attesa, hanno scoperto forse irrimediabilmente di avere un tumore e ora non sanno cosa fare. Le scuse, di fronte a questa tragedia, servono a poco. Servono fatti, servono responsabilità chiare e serve un cambio radicale nella gestione della sanità in Sicilia. Il tempo delle parole è finito. Il sistema è al collasso ed è colpa del governo regionale siciliano. Si prenda atto e si agisca di conseguenza!”.
Di Paola-M5S
Nuccio Di Paola, nel corso delle assemblee monotematiche del M5S nell’Ennese e nell’Agrigentino, con riferimento al caso ASP di Trapani, ha chiesto assunzioni chiare di responsabilità: “I siciliani non se ne fanno nulla delle scuse di Schifani, i responsabili di quanto successo nel Trapanese devono essere messi fuori dalla porta dei vertici dell’Asp. Possibile che nessuno deve prendersi la responsabilità di aver refertato con così colpevole ritardo oltre 160 diagnosi di tumore? Questa indecenza non può essere nascosta sotto traccia per interessi di partito…I siciliani non se ne fanno nulla delle scuse di Schifani, meritano piuttosto un intervento rapido e risolutivo. Invece approviamo immediatamente il disegno di legge che vieta la possibilità di essere contemporaneamente vertice di un'azienda sanitaria provinciale e assessore comunale. I vertici delle aziende sanitarie devono essere lontani da dinamiche partitiche ed assolvere il ruolo in base a comprovate competenze in ambito sanitario e manageriale. Per colpa del centrodestra a pagare sono solo i cittadini e mai i responsabili delle inefficienze”.
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