Alcamo, l'ex ispettore Federico e le indagini per usura
È scattato un provvedimento cautelare nei confronti di Antonio Federico, 63 anni, ex ispettore di polizia in pensione, indagato per usura. Il provvedimento prevede il divieto di dimora ad Alcamo e il sequestro preventivo di un immobile. L’ex ispettore, che attualmente risiede a Calatafimi Segesta, è stato coinvolto in un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Alcamo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trapani.
Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate a partire da una denuncia presentata da un commerciante nel maggio del 2024, Federico avrebbe prestato soldi a partire dal 2013 con tassi d’interesse usurari, arrivando a un’esposizione debitoria fino a 150 mila euro. Il denunciante, assistito dall’avvocato Davide Bambina (Associazione Antiracket Salvatore Di Leonardo), ha raccontato di aver ricevuto circa 225 mila euro tra contanti e assegni, in cambio dei quali avrebbe dovuto restituire "svariate somme di denaro" a tassi usurari.
L’ipoteca sull’appartamento
Tra gli elementi raccolti dai carabinieri, anche la richiesta di garanzia da parte di Federico: avrebbe sollecitato la sottoscrizione di un’ipoteca volontaria su un appartamento del commerciante, il cui valore – secondo gli inquirenti – sarebbe inferiore all’ammontare complessivo del prestito concesso. L’immobile è stato posto sotto sequestro.
La Procura ha specificato che l’inchiesta è in una fase preliminare e che sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare la solidità dell’impianto probatorio e il coinvolgimento di eventuali altri soggetti.
Un passato controverso
Antonio Federico, ex volto noto del commissariato di Alcamo, non è nuovo alle cronache. In passato era stato indagato per depistaggio nell’ambito delle indagini sulle stragi mafiose, ma la sua posizione fu archiviata. Era stato coinvolto anche nell’inchiesta legata alla foto ritrovata nella borsa del boss Provenzano, che ritraeva “una biondina” poi risultata essere una ragazza scomparsa, episodio mai chiarito.
Il suo nome era emerso più volte in procedimenti delicati, tra cui il misterioso caso dell’omicidio dei carabinieri della caserma di Alcamo Marina, avvenuto nel 1976.
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