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06/06/2025 06:00:00

Trapani, l’acqua torna ma non è finita: “Serve un’alternativa a Bresciana”

La saldatura è stata completata, la pompa R1 è ripartita, l’acqua ha ricominciato a scorrere. Dopo giorni di emergenza, Trapani vede finalmente i primi segnali di ritorno alla normalità. Ieri sera, intorno alle 19, è stato ultimato l’intervento sulla condotta principale di Bresciana, squarciata durante un cantiere gestito da una ditta incaricata da Siciliacque. La distribuzione idrica, tuttavia, riprenderà a pieno ritmo solo nel fine settimana.

Contiamo di ripristinare il servizio già da domani nel centro storico e nell’hinterland – ha spiegato il sindaco Giacomo Tranchida – mentre per Trapani nuova ci vorrà almeno fino a sabato, perché i serbatoi devono prima riempirsi. Intanto abbiamo lasciato lo scavo aperto per verificare che la saldatura tenga e non ci siano nuove perdite”.

La condotta è stata riparata, ma il danno ha lasciato strascichi. Nei giorni scorsi, tutta la città ha vissuto una riduzione drastica dei flussi, ma non è mai rimasta del tutto senz’acqua. Il serbatoio di San Giovannello era ancora pieno prima del guasto e ha permesso un leggero sfioro nella rete, soprattutto nelle zone più basse del centro storico. Qundi anche ieri, qualcuno ha ricevuto un minimo. È vero che non c’era erogazione programmata, ma lo sfioro garantisce un minimo.

A questo si è aggiunta una fornitura d’emergenza di 50 litri al secondo da parte di Siciliacque attraverso la condotta di Montescuro. Un quantitativo limitato, ma concesso gratuitamente perché l’errore è stato riconosciuto, e almeno per questa volta non ci sono costi aggiuntivi. "Senza quella fornitura, però, non avremmo potuto garantire nemmeno il minimo”, spiega il sindaco. Il punto, però, resta la dipendenza totale da Bresciana.

Trapani ha una sola fonte. Quando funziona, rende Trapani indipendente. Ma appena si blocca, come in questo caso, Trapani non ha alternative.

Proprio per questo torna d’attualità il tema del dissalatore. “È da un anno che lo chiediamo con forza – ricorda il primo cittadino –. Un impianto che è stato lasciato a bagnomaria per 15 anni, mentre il clima cambiava e le sorgenti si riducevano. Finalmente qualcosa si muove: il dissalatore è stato inserito in un programma di manutenzione straordinaria. Si parla di luglio-agosto per la riattivazione, ma io resto prudente”.

Si tratterà, comunque, di un impianto mobile, da 96 litri al secondo, e non sarà risolutivo. Solo il centro abitato richiede almeno 150 litri al secondo. Quindi parliamoci chiaro: il dissalatore potrà aiutare in caso di emergenza, ma non sarà la soluzione strutturale che serve a Trapani. Servirà invece a comuni come Erice, Valderice, Paceco, che hanno dotazioni idriche molto più basse.

Tranchida lancia quindi l’ennesimo appello alla Regione e alla struttura commissariale per l’acqua: “Dobbiamo smettere di rincorrere le emergenze. Serve una seconda fonte, una rete alternativa, un piano vero. Perché non è normale che basti un escavatore a lasciare senz’acqua un’intera città”.

Domani, intanto, il primo vero test: se i serbatoi si saranno riempiti a sufficienza, la distribuzione potrà riprendere nei quartieri centrali. Per le zone più alte e per Trapani nuova, invece, si dovrà ancora attendere. E intanto la città, pur con l’acqua che torna, rimane con un dubbio: quanto durerà la prossima volta? 

Prefettura convoca il Comitato cittadino: confronto sull’emergenza idrica l’11 giugno

In seguito alla prolungata e ingestibile crisi idrica che ha colpito Trapani, la Prefettura ha convocato per martedì 11 giugno alle ore 17.00 il Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti” per un confronto ufficiale sulle criticità del servizio e sulle possibili soluzioni. All’incontro dovrebbero partecipare anche i responsabili del servizio idrico del Comune, in un tentativo di colmare quel vuoto istituzionale che si è creato negli scorsi mesi: “Il Comune ha rifiutato il confronto con il Comitato e non si è mai presentato alle conciliazioni fissate dall’ARERA”, denunciano i portavoce.

Il Comitato sottolinea l’importanza di un luogo terzo e imparziale come la Prefettura per fare chiarezza su responsabilità, dati, turnazioni e prospettive, auspicando che “sia finalmente possibile capire lo stato dell’arte della distribuzione idrica e iniziare a delineare con spirito pragmatico e costruttivo le criticità del sistema”. I membri del gruppo civico stanno raccogliendo documentazione e testimonianze per arrivare all’incontro preparati: “Siamo determinati ad avere le risposte che la cittadinanza aspetta da troppi anni”.

Il Comitato ha già annunciato che informerà i cittadini sugli esiti dell’incontro.