A pochi giorni dall’avvio dell’attesissimo Festino di San Vito, patrono della città, esplode la polemica politica sul finanziamento della manifestazione. Un acceso dibattito si è sviluppato sui social e sulla stampa locale, alimentato da notizie che metterebbero in dubbio la regolarità e la disponibilità dei fondi destinati all’evento. Ma il sindaco Salvatore Quinci non ci sta e risponde duramente: “Nessun rischio per il Festino, solo disinformazione e attacchi strumentali”.
Al centro dello scontro politico, i 100mila euro stanziati per l’edizione 2025 della festa religiosa più sentita in città. In alcuni ambienti, si è insinuato che i fondi potessero essere a rischio a causa delle recenti rimodulazioni legate alla manovra finanziaria regionale. Ma il primo cittadino smentisce con decisione: “Il contributo è stato ottenuto con la Legge Finanziaria Regionale approvata mesi fa ed è già nelle casse comunali. Non ha nulla a che vedere con la manovra ter o con eventuali riassegnazioni di fondi”.
Il tono del sindaco è netto, e lascia trasparire irritazione per quella che definisce una campagna di discredito: “Chi diffonde notizie false o insinuazioni prive di fondamento lo fa in malafede. È un danno gravissimo, non solo per l’Amministrazione ma per l’intera comunità mazarese”. Quinci accusa apertamente “sedicenti giornalisti” e “strumentalizzazioni politiche” che – a suo dire – cercano di gettare ombre sull'organizzazione della manifestazione religiosa per meri fini propagandistici.
Il primo cittadino ha anche annunciato provvedimenti legali contro chi – a suo avviso – avrebbe arrecato un danno d’immagine alla città: “Mazara non si farà trascinare nel fango da chi gioca con la reputazione altrui senza alcuna responsabilità. Difenderemo la nostra comunità da ogni tentativo di delegittimazione”.
Parole che suonano come un avvertimento a chi cerca visibilità nel mezzo della polemica e che riportano l’attenzione sul significato più profondo della festa: “Il Festino di San Vito si farà – conclude il sindaco – e sarà, come sempre, un grande momento di partecipazione, identità e orgoglio collettivo”.