Un intervento lungo, articolato, a tratti piccato, con cui Tallarita rivendica la correttezza del proprio operato e respinge con forza le critiche del collega trapanese: “Nei mesi di giugno e luglio – afferma – abbiamo interrotto l’approvvigionamento idrico nel nostro Comune per dieci giorni, in favore della città di Trapani. Significa che per noi, su sessanta giorni, abbiamo rinunciato all’acqua per un terzo del tempo utile. Altro che egoismo istituzionale”.
Una comunità che non vuole essere subordinata
Tallarita non le manda a dire. Anzi, respinge al mittente le accuse di “prelievo illegittimo” avanzate dal Comune capoluogo e sottolinea come la gestione della crisi sia stata spesso unilaterale e priva di confronto. "Veniamo a conoscenza delle richieste dell'amministrazione trapanese più dai comunicati social che da interlocuzioni istituzionali", afferma. Da qui la decisione di coinvolgere il prefetto per aprire “un confronto sereno e reale”.
Il sindaco di Misiliscemi chiarisce anche un punto tecnico cruciale: “Quando la stazione di Marracco è attiva, l'acqua arriva sia a Misiliscemi che a Trapani. Ma quando è spenta, Trapani continua a riceverla, Misiliscemi no”. Questo, dice, crea un danno diretto alla comunità misilese, dove – a causa della conformazione della rete – l'acqua arriva solo un giorno alla settimana. E quando salta il turno, “possiamo restare a secco anche tre o quattro settimane”.
“Non possiamo accettare di essere subordinati ai capricci di nessuno – prosegue Tallarita –. Difenderemo i diritti dei nostri cittadini in ogni sede, dalla Regione alla Prefettura. E continueremo a farlo con rispetto, ma senza farci intimidire o offendere”.
Tranchida: “Prelievi ingiustificati, stiamo per denunciare”
La tensione resta altissima. Il sindaco Tranchida, nel frattempo, ha già inviato una nuova diffida formale a Misiliscemi, trasmessa anche a Prefettura e ATI, per chiedere la chiusura immediata della stazione di Marracco. Secondo Trapani, Misiliscemi continua ad attingere 38 litri al secondo, oltre un terzo della portata attuale, che si attesta su appena 120 litri contro i 160 necessari per coprire i fabbisogni del capoluogo. Il Comune di Trapani, che si ritiene gestore esclusivo del sistema idrico legato ai pozzi di Bresciana, minaccia di rivolgersi alla magistratura, se le indicazioni non verranno rispettate.
Misiliscemi non ci sta a passare per il capro espiatorio della crisi. E Trapani non accetta che interi quartieri restino a secco mentre, secondo Tranchida, “altri Comuni continuano a prelevare senza autorizzazione”.
Una situazione che, in pieno agosto e con l’emergenza idrica che colpisce tutta la provincia, sta rischiando di trasformarsi da crisi amministrativa a scontro permanente tra enti locali.
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