Sovraffollamento nei Pronto Soccorso: Sicilia tra le regioni peggiori
I Pronto soccorso continuano ad essere congestionati a causa dei troppi accessi impropri, si tratta di codici bianchi e verdi. Sono questi gli ultimi dati Agenas relativi al 2023, che evidenzia come il sovraffollamento dei Pronto soccorso è dettato da accessi che dovrebbero essere tratti attraverso la medicina del territorio. I codici bianchi sono tutte quelle situazioni cliniche non urgenti, quindi inappropriate, che potrebbero essere gestite dal medico di base o da strutture territoriali. I codici verdi sono urgenze di minore gravità, che necessitano di valutazione sanitaria ma non presentano rischi immediati per la vita del paziente.
I codici di accesso prevedono 5 livelli, ciascuno identificato da un colore, che aiutano a stabilire chi deve essere preso in carico più rapidamente: rosso, è emergenza con compromissione di una o più funzioni vitali, necessità di accesso immediato; codice arancione: urgenza non differibile, rischio di evoluzione verso situazioni gravi se non trattate subito, l’ingresso è previsto entro i 15minuti. Segue il codice azzurro: urgenza differibile, condizioni stabile ma che richiede accertamenti o cure più complesse, previsto l’accesso entro 60minuti. Codice verde è una urgenza minore, condizioni stabili con bassa probabilità di peggioramento, tempo di accesso 120minuti. Infine il codice bianco è una non urgenza, problema clinico di minima entità, che andrebbe gestito in ambulatorio, trattabili entro 240minuti.
Accesso a macchia di leopardo L’Italia, dicono i dati di Agenas, vedono le regioni con percenutali diverse: la Valle d’Aosta guida la classifica con l’86% di accessi in codice verde, la Sicilia ne ha 65%. L’Isola è una delle regioni con un elevato numero di accessi con codici bianchi e verdi e con tempi di permanenza prolungati nei Pronto Soccorso. In questo modo si contribuisce ad una forte pressione sui tempi di attesa. I dati confermano due aspetti cruciali: la persistenza di accessi impropri. Infatti, i cittadini continuano a rivolgersi al Pronto soccorso per problemi non urgenti, segno della difficoltà di intercettare la domanda sanitaria sul territorio. I dati dicono una cosa chiara: per ridurre la pressione sugli ospedali è necessario rafforzare la rete territoriale e uniformare i criteri di triage. Solo così sarà possibile evitare che il pronto soccorso continui a essere utilizzato come porta d’ingresso impropria al sistema sanitario, con effetti negativi sull’efficienza e sulla qualità delle cure.
Trapani Domenica mattina, 5 ottobre, il portale dell’ASP di Trapani forniva in tempo reale la situazione degli accessi ai Pronto Soccorso della provincia. Al Sant’Antonio di Trapani, ad esempio c’erano in coda 5 codici verdi e 1 bianco.
Al Paolo Borsellino di Marsala, alla stessa ora, cioè 9.06, i codici erano 2 verdi.
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