Salemi. Dopo 25 anni, la gioiosa rimpatriata degli ex studenti del Liceo Classico
Dopo venticinque anni dal conseguimento della maturità classica, ottenuta nell’anno scolastico 1999/2000 presso il Liceo Classico “Francesco D’Aguirre” di Salemi, gli ex alunni dei corsi A e B si sono ritrovati per una sentita e gioiosa rimpatriata, insieme ad alcuni dei docenti che hanno segnato il loro percorso di studi.
L’incontro si è svolto nella suggestiva cornice del ristorante “Palazzo Monroy”, trasformandosi in una vera e propria festa dell’amicizia e della memoria.
Dei ventuno diplomati del corso A, erano presenti in quattordici: Antonella Armata, Annamaria Asaro, Cristina Barbera, Vito Colla, Caterina D’Aloisio, Valentina Ficarotta, Stefania Grassa, Vincenzo Leone, Gabriele Nuccio, Mariella Nuccio, Veronica Sammartano, Marianna Scalisi, Gaetano Scommegna e Nicola Vanella.
Assenti: Alessandra Cusumano, Francesco Giammarinaro, Gabriella Lampiasi, Eugenia Lo Iacono, Antonella Lotta, Fabiola Marchese e Ignazio Romano.
Per il corso B, su ventitré diplomati hanno aderito in quindici: Antonella Bivona, Mariella Brunetta, Paola Brunetta, Salvatore Campo, Chiara Caradonna, Leonardo Costa, Giuseppe Ferranti, Baldo Ferro, Annamaria Galuffo, Giovanna Giacalone, Sergio Grimaldi, Desirè Lo Castro, Barbara Palermo, Carmela Rizzotto e Antonella Tibaudo.
Assenti, invece: Vincenzo Ardagna, Mariangela Buffa, Pietro Di Dio, Diana Di Mita, Daniela Fici, Eliana Grimaldi, Gaetana Spagnolo e Antonio Venuti.
All’incontro hanno preso parte anche i docenti Vincenzo Adamo, Caterina Agueci, Gaspare Masaracchia, Gennaro, Renda, Giuseppe Liuzza, Antonella Cammarata e il preside dell’epoca, Salvatore Angelo.
È stato un momento carico di emozioni, nostalgia e ricordi, fatto di abbracci e sorrisi, tipico di quegli incontri in cui il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio alla condivisione di un passato comune.
Tra aneddoti scolastici, ricordi di compiti in classe, di ore di studio in comune e della frenetica preparazione ai temuti esami di maturità, è riemerso il valore di un percorso di formazione vissuto intensamente.
Dopo un quarto di secolo, il confronto sui rispettivi cammini di vita ha acceso una riflessione collettiva sui percorsi intrapresi, tra sacrifici, incomprensioni, esami che sembrano non finire mai e il raggiungimento di traguardi professionali che spesso hanno portato lontano dalle viuzze e dalle pietre del paesello natio.
Una serata che si è trasformata anche in un momento di consapevolezza sull’importanza della formazione classica, riconosciuta da molti come una solida base culturale e umana, capace di influenzare profondamente le scelte personali e professionali.
Più che una semplice festa, la serata ha rappresentato un ponte ideale tra un passato denso di nostalgia e un presente colmo di nuove responsabilità’.
Un’occasione salutare per celebrare un significativo capitolo di vita vissuto insieme e per rinnovare legami che il tempo, nonostante tutto, non è riuscito ad oscurare o, peggio, a spezzare.
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