In verità, il punto non è tanto cosa abbia da dire il Movimento 5 Stelle di Castelvetrano oggi, ma il fatto che voglia dire qualcosa. A prescindere dai contenuti. Il desiderio di presidiare il campo è tanto forte da aver spinto il Gruppo Territoriale a indire una conferenza stampa in pompa magna all’indomani delle feste, il 7 gennaio, per annunciare «una nuova iniziativa» che mira a «coinvolgere la cittadinanza nello sviluppo della città».
Una conferenza stampa con tutti i crismi: c’era la grande sala dell’Althea Palace Hotel, un invito esteso a tutta la stampa locale ma anche all’On. M5S Cristina Ciminnisi; c’erano le file di sedie ordinate, un proiettore acceso, il logo M5S in alta definizione. C’era tutto, persino (non una ma) quattro bottiglie d’acqua sul tavolo, a disposizione per i presenti. Mancavano, però, i presenti.
E non mancava solo la «cittadinanza», tanto menzionata e spronata lungo tutta l’ora e mezza di conferenza. Ma pure gli stessi attivisti del M5S locale, i sostenitori, i referenti provinciali. Un (quasi) deserto giustificato a fatica dal periodo festivo o dall’influenza stagionale. Eppure Salvatore Di Benedetto, attuale Responsabile del Gruppo M5S locale, è lì da solo. Da solo mentre, seduto di fronte al suo piccolo pubblico, chiarisce che il M5S locale non è interessato ad avere «un uomo solo al comando». Perché «quello che a me interessa», spiega, è proprio «la condivisione, è la collaborazione».
Ed è per dare seguito a questa promessa di condivisione che Di Benedetto svela finalmente l’iniziativa. Proiettata sul pannello alle sue spalle perché tutti vedano bene. Si tratta di… un Google Form. Un sondaggio online, insomma, compilabile anche in forma anonima, tramite il quale i cittadini possono proporre idee e progetti che il M5S di Castelvetrano provvederà poi a «valutare internamente».
«Io auspico che soprattutto i giovani», spiega di Benedetto, «i giovani laureandi in facoltà di Ingegneria, Economia e Architettura, possano trovare sfogo in questo semplice modulo. E pensare per un attimo a cosa poter fare per la propria città». Insomma, l’ambizione è alta; del resto la tempra è quella del self-made man convinto che nulla sia impossibile («A chi mi dice che quello che voglio fare è impossibile, io dico: “Cancella dal vocabolario la parola ‘impossibile’”»). Una visione che sembra attingere più al suo passato da elettore di centrodestra (da lui stesso ammesso) che allo spirito dei Cinque Stelle. E che stride con l'intento dichiarato, cioè quello di «stare dalla parte degli ultimi», espressione che, tra l’altro, nella desolazione della sala, assume sfumature quasi messianiche.
Intanto, al di là dei proclami, è evidente che il M5S locale si trova ancora in una fase esplorativa. E mentre da un lato sonda il terreno e cerca di prepararsi il campo in vista di future (lontane) elezioni, dall’altro è chiaro che stia cercando una strada per far parlare di sé, per fissare nella mente dei castelvetranesi che esiste un’altra realtà politica, fuori dalle aule consiliari, che non ha rinunciato a dire la sua.
«Vogliamo che l'Amministrazione ascolti» dice Di Benedetto, «e che lavori insieme alla città, insieme alle forze di opposizione e alle forze politiche che in questo momento, come noi, sono al di fuori del consiglio comunale, al di fuori delle istituzioni cittadine». Il senso è tutto qui. Ed è una posizione legittima, in effetti, se non fosse che quella voce, oggi, appare ancora troppo flebile per portare istanze concrete. Anche perché l'iter di questa nuova iniziativa (quella del Google Form, insomma), secondo quanto fa intuire il referente, sarà pure parecchio lungo.
Resta quindi da sciogliere il nodo principale, ovvero perché i cittadini dovrebbero confidare i propri progetti a un movimento politico e – soprattutto – che valore ha questo tentativo di appropriarsi di idee altrui, magari anche distanti con le linee del M5S. Forse, però, in un Movimento che si muove sulla scena politica senza ideologie o direzioni precise, tutto fa brodo. Finanche un sondaggio online.
Daria Costanzo