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11/01/2026 06:00:00

Bullismo e cyberbullismo in Sicilia: un ragazzo su quattro vittima di prepotenze

In Sicilia il bullismo continua a rappresentare un fenomeno diffuso e strutturale, che coinvolge una quota significativa di studenti di ogni ordine e grado. A certificarlo è il Monitoraggio regionale sul bullismo e il cyberbullismo relativo all’anno scolastico 2024/2025, realizzato nell’ambito della piattaforma ELISA, promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Università di Firenze.

Secondo i dati raccolti, il 26% degli studenti siciliani dichiara di aver subito almeno un episodio di prepotenza. Un dato che fotografa una realtà tutt’altro che marginale. Parallelamente, il 9% degli studenti ammette di aver messo in atto comportamenti riconducibili al bullismo, segno di una dinamica complessa che coinvolge non solo le vittime, ma anche chi agisce tali comportamenti.

 

Il fenomeno online e le discriminazioni

 

Il problema si estende anche al mondo digitale. Il 18% degli studenti riferisce di aver subito episodi di cyberbullismo, mentre il 9% dichiara di averne commessi. Un segnale chiaro di come social network e piattaforme online rappresentino uno spazio di rischio, spesso percepito come privo di conseguenze reali.

Non mancano, inoltre, episodi legati a caratteristiche personali. Il 7% degli studenti segnala forme di bullismo connesse al background etnico, un altro 7% all’orientamento sessuale reale o presunto e un ulteriore 7% alla disabilità. Dati che evidenziano come la diversità continui a essere un fattore di esposizione alla prepotenza e alla discriminazione all’interno dei contesti scolastici.

 

Scuole percepite come sicure, ma i numeri smentiscono

 

Sul fronte della percezione dell’ambiente scolastico, il quadro appare più rassicurante, ma non privo di contraddizioni. L’84% degli studenti considera la propria scuola attenta e sensibile ai temi del bullismo e del cyberbullismo, mentre l’80% la percepisce come un luogo sicuro. Una percezione positiva che però si scontra con l’elevato numero di episodi dichiarati, segnalando una distanza evidente tra la narrazione e il vissuto reale degli studenti.

 

Le figure di riferimento e la prevenzione

 

Rilevante anche il ruolo delle figure di riferimento. Il docente referente per il bullismo e il cyberbullismo è presente nell’84% delle scuole primarie e secondarie di secondo grado e nel 91% delle scuole secondarie di primo grado. Il 73% degli studenti dichiara di conoscere questa figura, segno di una diffusione ormai capillare, ma non ancora universale.

Più critico il fronte della prevenzione. Solo il 25% degli studenti afferma di aver partecipato ad almeno un incontro di sensibilizzazione sul tema. Ancora più basso il coinvolgimento delle famiglie, che si ferma al 24%, evidenziando una fragilità strutturale nella costruzione di una rete educativa condivisa.

Nel complesso, il monitoraggio restituisce l’immagine di un fenomeno ancora radicato, nonostante gli strumenti attivati e la crescente attenzione istituzionale. La sfida, oggi, non è più soltanto riconoscere il problema, ma rafforzare prevenzione, formazione e coinvolgimento di studenti, docenti e famiglie, affinché la scuola resti – nei fatti, non solo nelle percezioni – un luogo sicuro.