L'ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani
Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1976 un commando armato fa irruzione nella casermetta dei carabinieri di Alcamo Marina, nel Trapanese. Due giovani militari vengono uccisi a sangue freddo: l’appuntato Salvatore Falcetta e il carabiniere semplice Carmine Apuzzo. È una delle stragi più oscure della storia siciliana, rimasta per decenni senza colpevoli veri.
Le indagini si indirizzano immediatamente verso la pista del terrorismo rosso. Una scelta rapida, comoda, che ignora incongruenze evidenti. Vengono arrestati Giuseppe Mandalà, Giuseppe Gulotta, Vincenzo Ferrantelli e Gaetano Santangelo. Dopo ore di interrogatori violenti, tutti confessano. Ma quando finalmente parlano davanti a un magistrato, ritrattano: quelle confessioni sono state estorte con torture.
Non basta. La macchina giudiziaria va avanti lo stesso. Mandalà morirà in carcere, stroncato da un tumore. Ferrantelli e Santangelo riusciranno a fuggire in Sudamerica. Giuseppe Gulotta, invece, resterà in prigione per ventidue anni. Solo nel 2007 la verità giudiziaria verrà riscritta: uno dei carabinieri coinvolti negli interrogatori ammetterà le torture di quella notte, scagionando definitivamente i quattro.
A quel punto resta la domanda che nessuno ha mai voluto affrontare davvero: chi ha ucciso i due carabinieri di Alcamo Marina? E soprattutto perché?
Trapani, in quegli anni, è molto più di una provincia di mafia. È un territorio attraversato da interessi opachi, dove si intrecciano criminalità organizzata, politica, massoneria e apparati dello Stato. Su quella terra aleggia la presenza di Gladio, l’organizzazione paramilitare clandestina che proprio nel Trapanese aveva basi logistiche, depositi di armi e – secondo diverse inchieste – anche traffici di scorie radioattive destinate alla Somalia, diventata la “pattumiera” d’Europa.
Da quella strage dimenticata parte un filo nero che attraversa mezzo secolo di misteri italiani: conduce a Peppino Impastato, all’omicidio del colonnello Giuseppe Russo, al delitto del giornalista Mario Francese, fino a Mauro Rostagno e a Ilaria Alpi, uccisa mentre in Somalia stava indagando proprio su quei traffici. Un intreccio che arriva fino alle stragi mafiose del 1993 e alle rivelazioni di uomini dei servizi e collaboratori di giustizia.
Questa storia, che sembra una spy story ma è tutta reale, viene raccontata da Lucio Luca nel libro “L’ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani”, in uscita il 21 gennaio per Compagnia editoriale Aliberti. Un saggio narrativo che ha il passo del romanzo e la forza dell’inchiesta.
La voce che guida il racconto è quella di Giuseppe Gulotta, l’uomo che ha trascorso oltre vent’anni in carcere da innocente e che, a cinquant’anni dai fatti, continua a porsi la stessa domanda:
«Perché proprio io?»
Una domanda che resta sospesa. Come la verità su Alkamar.
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