Oggi inizia il processo a Vincenzo Gerardi, l'alcamese che ha ucciso la moglie
Oggi 19 gennaio inizia il processo all’alcamese Vincenzo Gerardi, che ha ucciso la moglie nel Varesotto. Davanti alla Corte d’Assise di Varese si apre il giudizio per il femminicidio di Teresa Stabile, ammazzata a coltellate il 16 aprile scorso a Samarate. Un delitto maturato all’interno di un matrimonio segnato da conflitti e paura, culminato in una violenza brutale. L’imputato deve rispondere anche dell’accusa di stalking. Una vicenda che ha sconvolto due comunità, quella alcamese e quella di Samarate, dove la tragedia si è consumata.
L’imputazione: omicidio e stalking
Vincenzo Gerardi, 57 anni, originario di Alcamo, è imputato per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, anche lei alcamese, uccisa a coltellate lo scorso 16 aprile. L’uomo deve rispondere anche dell’accusa di stalking. Un delitto maturato all’interno di un matrimonio ormai al capolinea, segnato da conflitti, tensioni e paura.
Una vita lontano da Alcamo
Gerardi e Stabile avevano lasciato Alcamo circa trent’anni fa per trasferirsi al Nord in cerca di lavoro. A Samarate, nel Varesotto, avevano costruito la loro vita familiare e cresciuto due figli. Teresa si occupava della casa, mentre Vincenzo lavorava in un’azienda specializzata nell’installazione di piscine.
Il matrimonio in crisi e la decisione di separarsi
Negli ultimi tempi il rapporto tra i due si era deteriorato in modo irreversibile. La coppia aveva già contattato un legale per avviare le pratiche di separazione. Proprio per tutelarsi, a Teresa era stato consigliato di allontanarsi dall’abitazione coniugale. La donna si era quindi trasferita dai genitori, che vivevano poco distante.
Il giorno dell’omicidio
Il clima di tensione, però, non si era mai realmente allentato. Il 16 aprile scorso l’epilogo tragico: Vincenzo Gerardi ha colpito la moglie con numerose e violentissime coltellate, soprattutto al cuore, senza neppure darle il tempo di scendere dall’auto. Un’aggressione fulminea e brutale, che non le ha lasciato scampo.
La confessione e la frase choc
Subito dopo l’omicidio, Gerardi ha tentato di togliersi la vita. Ha anche effettuato alcune telefonate, contattando parenti, anche ad Alcamo. In una di queste avrebbe pronunciato una frase che pesa come un macigno: «Ho fatto quello che dovevo fare». Rintracciato poco dopo dai carabinieri, l’uomo ha confessato il delitto.
Il sequestro del Tfr per i figli
In attesa del processo, il gip del Tribunale di Busto Arsizio, Anna Giorgetti, ha disposto il sequestro conservativo del Tfr e di ogni altro credito lavorativo maturato dall’imputato con la società Prealpipool. Il provvedimento, richiesto dalla parte civile e dal pubblico ministero, mira a garantire un futuro risarcimento ai figli, le vere vittime di una tragedia che ha spezzato una famiglia.
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